Fuochi di Canneto di Caronia: arrestato il figlio del presidente del Comitato vittime

L'arrestato è Giuseppe Pezzino, figlio di Nino Pezzino che guida un comitato di cittadini che si è costituito dopo gli incendi inspiegabili.

Giovedì 5 marzo 2015 - Si è conclusa l'inchiesta sui misteriosi incendi a Canneto di Caronia nell'ambito della quale erano indagati Giuseppe e Nino Pezzino. Il primo, 26enne, è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Messina dopo che gli inquirenti sono venuti in possesso di video che dimostrerebbero inequivocabilmente la colpevolezza del giovane che è figlio di Nino, presidente del comitato locale di residenti che chiedevano aiuti economici alle istituzioni perché colpiti da incendi di cui non si conoscevano le cause.

E le cause, invece, i Pezzino le conoscevano bene, visto che secondo gli inquirenti era proprio Giuseppe l'autore materiale dei roghi, ma il padre Nino era complice e infatti anch'egli è stato raggiunto da un avviso di garanzia. Al giovane il giudice per le indagini preliminari ha concesso gli arresti domiciliari.

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Lunedì 20 ottobre 2014
Fuochi di Caronia

In molti ricorderanno un caso, di cui da anni si parla spesso anche in tv, riguardante Canneto frazione di Caronia di meno di un paio di centinaia di abitanti che si trova in Sicilia, in provincia di Messina, lungo la costa tirrenica tra Marina di Caronia e Santo Stefano di Camastra. Questo luogo è caratterizzato da avvenimenti misteriosi che lo hanno portato più volte agli onori della cronaca: numerosi casi di combustione apparentemente spontanea di contatori e oggetti con parti metalliche. Ci sono state numerose ipotesi per spiegare i "fuochi" di Canneto di Caronia, ma non è mai stata trovata una vera spiegazione.

L'onorevole Francesco D'Uva del MoVimento 5 Stelle ne ha parlato di recente in Parlamento per attirare l'attenzione nuovamente su questo problema e richiamare i suoi colleghi a occuparsene per non "abbandonare i cittadini" di Canneto di Caronia (video in alto). In passato è stata istituita un'apposita commissione di esperti per indagare sul caso, ma non si è arrivati ad alcuna conclusione.

Ebbene, questa mattina i carabinieri hanno consegnato un avviso di garanzia della Procura di Patti a Giuseppe Pezzino, 25enne che sarebbe accusato di aver incendiato in più occasioni alcuni oggetti di casa sua per farli rientrare tra i fenomeni inspiegabili e ottenere un risarcimento. Inoltre sono state effettuate undici perquisizioni di case e veicoli per trovare strumenti in grado di appiccare fuoco molto velocemente e dispositivi generatori di combustione.

Tra l'altro il padre di Giuseppe Pezzino, Antonino, è presidente del comitato di cittadini che si è costituito dopo gli incendi inspiegabili. Lo scorso 28 luglio a casa sua, dove vive anche il figlio, c'è stato un rogo e Nino spiegò che le fiamme erano partite a ridosso di un armadio e si propagarono alla camera da letto. Sia Nino sia Giuseppe restarono leggermente ustionati in quell'occasione, poi nelle settimane seguenti l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente installò da quelle parti una centralina per un primo monitoraggio, ma non ottenne alcuna informazione rilevante.

Il sindaco di Caronia, Calogero Beringhelli, ha detto:

"Non voglio credere che sia uno dei residenti ad essere il colpevole di alcuni roghi, spero che le indagini continuino e facciano chiarezza. Sono convinto che Pezzino dimostrerà la sua estraneità ai fatti, comunque io stesso, insieme a rappresentanti di forze dell'ordine e giornalisti di tv nazionali, ho visto oggetti prendere fuoco dal nulla. A breve ci sarà un tavolo tecnico a Roma e spero che si vada avanti per studiare questi fenomeni che si ripetono da diversi anni e non sono imputabili a un piromane. Auspico che le istituzioni vadano avanti e studino con la giusta attenzione tutte le possibilità non facendosi influenzare da alcuni episodi"

Nel video qui di seguito un servizio di Voyager che racconta con cura tutta la storia dei fuochi inspiegabili di Caronia.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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