Storie Maledette, ultima puntata del 19 ottobre 2014: Pierpaolo Pasolini, la nuova verità di Pino Pelosi

Nell'ultima puntata di stagione viene riproposto il caso Pasolini da un punto di vista inedito. In studio anche Pino Pelosi, che per quell'omicidio ha scontato nove anni di carcere.

Si è purtroppo chiusa sabato notte la quattordicesima stagione di Storie Maledette, con Franca Leosini che è tornata sulla storia del delitto Pasolini, a distanza di 39 anni dall'omicidio e dopo essersene occupata in maniera approfondita in una puntata di Ombre sul giallo del 2005.

Fu proprio in occasione di quella puntata di Ombre sul giallo, grazie alle rivelazioni fatte in esclusiva alla Leosini da Pino Pelosi, che vennero riaperte le indagini per il caso Pasolini, ribaltando quelle che fino a quel momento erano certezze: ossia la colpevolezza di Pelosi, allora diciassettenne che avrebbe ucciso il regista al termine di un incontro omosessuale.

Allora Pelosi rivelò di essersi addossato la responsabilità di quel delitto, e di essersi fatto 9 anni di carcere, perché sotto minaccia dei veri assassini, tre energumeni sbucati dal nulla quella notte, mentre lui e Pasolini erano appartati. Si tratterebbe di un omicidio a sfondo omofobico o politico. Ma è questa la verità?

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Ma, prima di incontrare nuovamente in questa puntata di Storie Maledette Pino Pelosi, la Leosini ha intervistato Dino Pedriali, il fotografo che ha ritratto Pasolini in numerosi scatti, alcuni dei quali scabrosi, con delle immagini di nudo mostrate in studio. Quelle foto furono scattate da Pedriali allo scrittore pochi giorni prima dell’omicidio.

Dino Pedriali racconta a Franca Leosini i tratti salienti di quella sua frequentazione con Pasolini e rivela quale fosse lo stato d’animo dello scrittore, alla vigilia della tragica fine. Un racconto carico di emozione, in cui il fotografo ammette che allora si innamorò del regista, delle sue fragilità, delle sue paure.

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Dopo l'intervista a Pedriali, torna in studio Pino Pelosi, in un faccia a faccia duro con la Leosini che, anche questa volta, lo incalza per ottenere da lui quella verità che solo lui, realmente, conosce. Pelosi cambia ancora una volta versione: se a Ombre sul giallo raccontava di non conoscere il regista, ora ammette che tra loro, prima di quella tragica notte, ci fu una frequentazione di tre mesi.

Inoltre, attribuisce il delitto a delle persone che, quella notte, avrebbero dovuto restituire al regista delle pellicole di un suo film, rubate tempo prima da Cinecittà. La conduttrice, però, lo incalza con le sue domande, lo mette in difficoltà, cerca di coglierlo in fallo.

La sua è l'ennesima verità? Sono bugie? Si scoprirà mai perché è morto Pierpaolo Pasolini?

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