I Carabinieri del NOE attaccano il business delle cremazioni


Il business del "caro estinto" pare non si esaurisca nella guerra tra imprese di onoranze funebri che tentano di accaparrarsi il maggior numero di clienti (e pensare che almeno quello non dovrebbe essere un settore in crisi), ma si estende anche alla gestione delle cremazioni. Quello che sta emergendo negli ultimi tempi è un quadro inquietante. Già nel mese di agosto a Massa Carrara tredici persone finiscono in manette per associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al falso, ai reati contro la pubblica amministrazione e contro la pietà dei defunti. I Carabinieri, infatti,...

avevano scoperto che le cremazioni venivano eseguite irregolarmente, senza rispetto non solo delle norme, ma anche del dolore delle persone che, già prostrati per la perdita subita, hanno dovuto apprendere che i loro cari venivano bruciati a due a due, a temperature inferiori a quelle previste ed i resti gettati nella spazzatura. A volte venivano mischiati i cadaveri o le loro ceneri. Diventavano oggetto di commercio al mercato nero perfino le maniglie in ottone delle bare ed alcuni cadaveri, ufficialmente cremati, sono stati rinvenuti accatastati in vari locali. Un business che in un solo anno ha fatto guadagnare circa 82 mila euro accertati.

Ieri i Carabinieri del NOE hanno completato una serie di controlli presso i circa cinquanta impianti di cremazione presenti in Italia ed il risultato è tutt'altro che incoraggiante:

- a Montecorvino Pugliano (SA), i carabinieri del NOE di Salerno hanno sequestrato un impianto di cremazione del valore di circa 1.200.000 euro denunciando, nel contempo, il legale rappresentante della società per aver attivato un impianto di cremazione in assenza delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera e per smaltimento illecito di rifiuti speciali cimiteriali prodotti da terzi in assenza di autorizzazione;
- a Padova, i carabinieri del NOE di Venezia hanno sequestrato cinque cassette contenenti resti mortali derivanti dalla cremazione. In un'urna è stata riscontrata la commistione dei resti di tre salme delle complessive cinque cremate nella giornata precedente. Due dipendenti della società che gestiva il forno crematorio sono stati denunciati per distruzione, soppressione e sottrazione di cadaveri, nonché per inadempienza del Regolamento di Polizia mortuaria;
- a Mantova, i carabinieri del NOE di Trento hanno sequestrato 100 fusti di polveri di abbattimento dei fumi degli impianti crematori, filtri esausti e ceneri di combustione denunciando un imprenditore per gestione illecita di rifiuti;
- nella Capitale, all'interno di uno dei cimiteri comunali, i carabinieri del NOE di Roma hanno sequestrato un locale dibito al raffreddamento ed alla successiva frantumazione dei resti umani provenienti dai forni crematori denunciando due persone per emissioni in atmosfera in assenza di autorizzazione e estione illecita di rifiuti costituiti da ceneri di cremazione e abbattimento fumi;
- a Firenze, i carabinieri del locale NOE hanno sequestrato un'area adibita a deposito incontrollato di rifiuti costituiti da materiale ferroso ed edile e da casse di zinco provenienti da attività di estumulazione;
- a Novara, i carabinieri del NOE di Torino hanno sequestrato un impianto crematorio denunciando un imprenditore per averlo attivato in assenza della prescritta autorizzazione;
- a Napoli, i carabinieri del NOE partenopeo, presso l'obitorio giudiziario del Policlinico Federico II, hanno denunciato cinque persone, di cui due funzionari pubblici, ritenute responsabili di gestione illecita di rifiuti in quanto hanno consentito la promiscuità di rifiuti costituiti da capi di vestiario delle spoglie e bare per il trasporto.

45 le persone complessivamente denunciate, un numero impressionante che fa riflettere se si considera che il ricorso alla cremazione è in ascesa. Nel 2007 ne sono state eseguite 56.000 (nel 1988 erano solo 3.650), pari al 10% dei decessi complessivi in Italia, con un volume d'affari di circa 25milioni di euro, considerato che ogni cremazione costa € 440,82. Se era romantica l'idea di spargere le proprie polveri al vento, credo che non sia entusiasmante la prospettiva di finire a pezzi in una discarica.

Foto: ortica
via| Arma dei Carabinieri

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