La banda della Magliana - Prima parte

via della magliana

Ne abbiamo parlato ieri in maniera superficiale in occasione della campagna pubblicitaria per promuovere la fiction tv Romanzo Criminale, ispirata all’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo pubblicato nel 2002.

Ma il romanzo, e di conseguenza film e fiction tv, come ha ammesso lo stesso De Cataldo non va considerato la storia della Banda della Magliana, bensì un avvincente racconto ispirato alla stessa.

Cerchiamo quindi di ricostruire il più fedelmente possibile le tappe principali di quella che è tutt’ora considerata la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma e dintorni.

Innanzitutto è necessario fare una premesse: nella Roma dei primi anni Settanta esistono piccolo gruppi criminali operanti ognuno in un proprio territorio. Si occupavano principalmente di sfruttamento della prostituzione, gioco d’azzardo e contrabbando di sigarette. Almeno fino all’arrivo dell’eroina.

La polvere bianca appena arrivata sul mercato può rappresentare la svolta economica che molti stavano aspettando e uno dei primi a fiutare l’idea è Franco Giuseppucci, che contrabbanda armi per conto di terzi.

E’ nel 1976 che, per uno strano caso, avviene la svolta: la Volkswagen con cui Giuseppucci sta trasportando armi per il rapinatore Enrico De Pedis viene rubata davanti ad un bar di Trastevere, quartiere centrale di Roma.

Il ladro di auto viene rintracciato poco dopo, ma le armi erano già state vendute a Maurizio Abbatino membro di un nuovo gruppo di rapinatori con sede nel quartiere della Magliana. Giuseppucci si reca quindi a parlare con Abbatino per tentare di risolvere la questione: da una discussione tra i due nasce l’idea di dividere Roma in zone d’influenza e organizzare al meglio lo spaccio di eroina.

Alla proposta sono interessanti, tra gli altri, anche piccoli boss come Enrico De Pedis, Raffaele Pernasetti, Ettore Maragnoli, Danilo Abbruciati, a capo di un violento gruppo di Testaccio, Marcello Colatigli ed Enrico Mastropietro.

Il problema è che per entrare nel mercato dell’eroina è necessario acquistare una grossa partita e gestirla in proprio. Ovviamente serva una grande quantità di denaro che il gruppetto al momento non possiede.

Decidono quindi di mettere in atto un rapimento e chiedere un cospicuo riscatto: la vittima scelta è il duca Massimiliano Grazioli Lante della Rovere, che verrà quindi sequestrato il 7 novembre 1977. Dopo una richiesta di 10 miliardi di lire, il gruppetto di “accontenta” di 2 miliardi, ma le cose non vanno come avevano sperato.

Il membro di una piccola banda criminale di Montespeccato, a cui Giuseppucci & Co. avevano chiesto aiuto, viene visto in volto dal duca Lante della Rovere che per questo verrà immediatamente ucciso.

Un brutale omicidio, il primo di una lunga serie, che servirà loro proprio per farsi strada nella frastagliata scena criminale romana.

Alla cosi formata “Banda della Magliana”, come venne presto ribattezzata dalla stampa italiana, si aggiunse anche Nicolino Selis, fortemente legato con la Camorra.

-- fine prima parte --

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