Torino: contrabbando di pietre preziose, sequestro da 129 milioni

Indagini e operazione della Gdf. Sei gli indagati.

La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato ben 129 milioni di euro in pietre preziose, rubini, smeraldi e zaffiri, denunciando alla procura della Repubblica di Ivrea (TO) sei persone per contrabbando, riciclaggio, ricettazione e trasferimento fraudolento di valori all'estero.

Secondo quanto documentato dalle indagini dei militari delle Fiamme gialle gli indagati si occupavano di importare e trasferire fuori Italia grosse quantità di pietre preziose che venivano poi depositate in banche estere come garanzia per ottenere delle linee di credito.

L'inchiesta sfociata nell'operazione denominata Black Stone aveva preso le mosse da un trasferimento di pietre preziose in territorio svizzero da parte di due italiani. I finanzieri hanno allora avviato le indagini per risalire alle provenienza dei preziosi e per capire i motivi di questi anomali spostamenti di valori.

Un primo lotto di preziosi esportati valeva 61 milioni ed è stato sequestrato dalla Gdf in territorio elvetico in collaborazione le autorità doganali svizzere. Il gruppo criminale secondo gli accertamenti importava i carichi di pietre preziose direttamente dai luoghi di estrazione, grazie a complici asiatici, in spregio delle norme in materia doganale.

Le pietre preziose venivano poi catalogate e periziate nel territorio italiano da faccendiere e da un gemmologo compiacenti per essere esportate successivamente da alcuni prestanome, aiutati da broker e consulenti aziendali, e depositate in istituti di credito stranieri.

Rubini e zaffiri venivano usati da persone formalmente estranee al proprietario come garanzie reali per l'ottenimento di linee di credito, anche per la presentazione di progetti edili, mai realizzati. Le somme ottenute venivano quindi reimpiegate in attività finanziarie molto remunerative in Paesi che godono di fiscalità privilegiata.

Gli investigatori a inizio settimana avevano la certezza che un'altra partita di pietre preziose fosse giunta in Italia per essere poi smistata all'estero, tra Malta e la Svizzera, così il 13 ottobre la procura di Ivrea ha disposto una serie di perquisizioni domiciliari a carico degli indagati, perquisizioni da cui sono saltate fuori pietre preziose per circa 68 milioni di euro.

Le indagini sono tuttora in corso per stabilire l'esatta provenienza delle pietre, l'ammontare dell'evasione fiscale e le responsabilità di ciascuno dei soggetti denunciati.

Fiamme Gialle falsi invalidi

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