Rossella Urru libera: il giallo del riscatto

Rossella Urru questa volta è davvero libera. La 30enne cooperante sarda rapita ad ottobre del 2011 in Algeria dal Movimento per l'unità e la jihad in africa occidentale, Mujao, è stata liberata ieri nel nord del Mali dal gruppo legato ad Al Qaeda.

Insieme a Rossella sono stati liberati i due colleghi spagnoli - Fernandez de Rincon ed Enric Gonyalons - che con lei erano stati sequestrati. Tutti insieme dovrebbero atterrare all’aeroporto militare romano di Ciampino nel pomeriggio di oggi.

Fondamentale il ruolo giocato dai mediatori del Burkina Faso nelle trattative per la liberazione dei tre ostaggi. Secondo l’agenzia stampa mauritana Ami ieri un presunto sequestratore dei cooperanti sarebbe stato scarcerato dopo la loro liberazione. È stato pagato un riscatto?

All'Afp Mohammed Ould Hicham, portavoce del Mujao, ha affermato che le condizioni da loro poste per la liberazione degli ostaggi erano il rilascio di tre prigionieri islamisti "detenuti da un paese islamico" e il pagamento di un riscatto, che secondo i servizi segreti spagnoli sarebbe stato pagato.

«Rossella Urru è stata liberata, si tratta di una bellissima notizia». «Ho portato i saluti del presidente Napolitano ai familiari di Rossella, che sono qui con noi all'unità di crisi» ha confermato nella serata di ieri il ministro degli esteri Giulio Terzi dopo tutte le verifiche del caso.

Massima cautela prima dell'annuncio ufficiale, chi non ricorda di quando a marzo si sparse la notizia, poi rivelatasi falsa, della liberazione della coordinatrice delle iniziative dell'ong Cisp (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli) per i campi sahrawi. Oggi per la Sardegna e l’Italia tutta è un giorno di festa. Bentornata Rossella!

Foto | © TMNews

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