Delitto di Perugia: Sollecito sta male

Sul delitto di Perugia si erano un po' spenti i riflettori, ma negli ultimi giorni ci sono stati nuovi sviluppi. In attesa dell'udienza dal 18, facciamo un piccolo sunto: l'accusa sostiene che Raffaele Sollecito e Amanda Knox erano sul luogo del delitto, assieme a Rudy Guede; mentre la difesa controbatte affermando che la prova del DNA è stata contaminata. I tre imputanti intanto restano in carcere, e Raffaele Sollecito sembra stare male.

Il padre dice: «ora sta molto peggio di prima. Più passa il tempo più non si capacita di perché lo tengano in carcere». Aggiungendo però che Raffaele resta «fiducioso che la sua situazione possa cambiare e molto rapidamente. Crede di poter riacquistare la libertà. E la sua vita».

Come riporta Il Messaggero:

In carcere Raffaele collabora «con una professoressa che tiene lezioni di informatica ai detenuti», sta creando un database per gestire i dati della biblioteca, studia le carte del processo e fa sport. «Gioca a calcetto due volte alla settimana, fa esercizi e corre per mantenere il tono muscolare».

Una vita densa d'impegni, ma che manca di serenità: durerà ancora poco, come spera il ragazzo, o giungerà una lunga condanna alla fine del processo? Staremo a vedere, ma le prove per dichiararlo colpevoli paiono esserci tutte.

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