Moglie di boss indennizzata per camorra

Che lo stato risarcisca le vittime della camorra è cosa semplicemente dovuta, ma cosa accade se a presentare la domanda di indennità è la figlia di un camorrista ucciso in una faida e moglie di un boss in manette? La richiesta dovrebbe venir rifiutata, a rigor di logica. Ma invece no. La moglie di Adriano Graziano, detto "‘o professore", reggente del clan quindicese, riceve puntualmente i 1033 euro previsti.

Allucinante, ma vero. Adriana Graziano ha 34 anni ed è incensurata. Che sia la compagna del “professore” non conta: suo padre Antonio nel 2004 fu ucciso davanti al suo negozio con il nipote in un agguato organizzato dal clan Cava. Dunque Adriana è figlia di una vittima della faida e l'istanza che ha presentato al Ministero dell’Interno, ai sensi della legge 222 del 29 novembre 2007, è stata accolta.

Da giugno lei, sua madre Maria, la sorella Carmela e il fratello Francesco, percepiscono l’indennità “anti- camorra” di 1033 euro al mese ciascuno. E gli spettano pure gli arretrati.

Come riporta Il Giornale, si sono levate proteste sdegnate dall'Associazione delle «Famiglie delle vittime di via dei Georgofili»: "Se sono stati riconosciuti vitalizi e speciali elargizioni da 200mila euro a parenti di camorristi, riteniamo tutto ciò oltremodo oltraggioso nei confronti delle vittime della criminalità organizzata". Come non essere d'accordo con loro?

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