Musei del Crimine: il MUCRI di Roma - Prima parte

MUCRI

Inauguriamo questa rubrica dedicata ai Musei Criminologici d'Italia e non solo con l'interessante MUCRI, sito in Via del Gonfalone a Roma.

Aperto nel 1931, inizialmente si estendeva su un solo piano delle Carceri nuove di Via Giulia, poi dopo anni di lavori e riorganizzazioni ha assunto la struttura che possiamo vedere oggi: tre piani a formare un lungo percorso criminale che va dal medioevo al presente, dagli strumenti di tortura più ingegnosi alle pistole protagoniste dei grandi delitti italiani del 900.

Appena varcata la soglia ci si trova immersi nella zona dedicata al torture e supplizi, con fedeli ricostruzioni e reperti originali, come le crudeli gogne, la cosiddetta spada di giustizia lunga ben 101 centimetri usata per la decapitazione di Beatrice Cenci nel 1599, o la spaventosa "Vergine di Norimberga", un sarcofago internamente rivestito da affilate punte di metallo.

Non veniva risparmiato nessuno, dalle donne accusate di calunnia a cui veniva applicata una maschera di ferro sul visto, la cosiddetta "briglia delle comari", ai sospettati di stregoneria, che erano costretti a sedersi su un'imponente sedia con le stesse caratteristiche della Vergine di Norimberga.

la vergine di ferro
sedia di tortura
un ritratto di Mastro Titta

Curioso e inquietante anche il collare spinato che veniva lasciato al collo del "colpevole" fino ad un massimo di 2 mesi. Era principalmente riservato agli ubriachi, alle donne litigiose, alle prostitute e a coloro che violavano la disciplina ecclesiastica.

Il percorso continua poi nella sala dedicata alla alla giustizia fra XVIII e XIX secolo, che ha visto protagonista anche il Vaticano.

Quello che salta subito agli occhi è la grande ghigliottina di proprietà dello Stato Pontificio sita in piazza del Popolo a Roma fino al 1869, ma si fa notare anche il purpureo mantello di Giovan Battista Bugatti, noto anche come Mastro Titta, il più celebre "boia del papa", che tra il 1796 e il 1864 giustiziò un totale di 516 persone, quasi uno al mese per 68 anni.

La visita della sala, e quindi del primo piano, termina con gli oggetti utilizzati dall'Arciconfraternita di San Giovanni Decollato per confortare i condannati a morte e con i bicchieri di zinco da cui questi ultimi bevevano l'ultimo sorso di vino prima della decapitazione.

Ma il percorso non è ancora terminato, tornate a trovarci questo venerdì per scoprire gli altri due piani del Museo, dedicati agli studi sui criminali effettuati nell'Ottocento e ai casi che hanno animato la cronaca nera nel secolo successivo.

Se invece avete la possibilità di visitare di persona il MUCRI, ecco i contatti:
Via del Gonfalone, 29 - 00186 Roma
tel. 06 68899442 - fax 06 68215347
www.museocriminologico.it

MUCRI
la spaventosa ghigliottina
gogna

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