Caso Roberta Ragusa, prosciolto il marito: le motivazioni della sentenza

Pronunciato il dispositivo che dispone il non luogo a procedere per Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa, la donna scomparsa tra il 13 e 14 gennaio 2012

30 maggio 2015 - Il corpo di Roberta Ragusa non è mai stato ritrovato - manca quindi la prova regina della sua morte - e le testimonianze raccolte dagli inquirenti risultano deficitarie. Sono queste le motivazioni che nel marzo scorso hanno spinto il giudice dell'udienza preliminare Giuseppe Laghezza a non procedere nei confronti del marito della donna, Antonio Logli, accusato dalla Procura di omicidio volontario e distruzione del cadavere.

Secondo il giudice gli elementi acquisiti agli atti sono “insufficienti, contraddittori o comunque inidonei a sostenere l'accusa in giudizio e nel contempo non impinguibili mediante l'istruttoria dibattimentale”. Le testimonianze raccolte, inoltre, “palesano la loro contraddittorietà e in certi casi inverosimiglianza e sono insufficienti a integrare la prova” di una lite tra Roberta Ragusa e Antonio Logli, lite che secondo l’accusa sarebbe culminata nell’omicidio della donna.

Il quadro probatorio, conclude il gup nelle motivazioni:

appare insoddisfacente sotto il profilo del raggiungimento della compiuta dimostrazione della morte violenta ma anche per una complessiva fragilità degli elementi indiziari.

La sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Antonio Logli, però, non è definitiva e la Procura è già pronta al ricorso. Ora che le motivazioni sono state pubblicate si può già mettere in moto la macchina del ricorso in appello.

Caso Roberta Ragusa, prosciolto il marito

6 marzo 2015 - Prosciolto Antonio Logli dall'accusa di aver ucciso sua moglie, Roberta Ragusa, scomparsa tra il 13 e 14 gennaio 2012. Il giudice dell'udienza preliminare Giuseppe Laghezza ha infatti pronunciato il dispositivo che dispone il non luogo a procedere per l'uomo, prosciolto quindi  dopo che la procura aveva chiesto per lui il rinvio a giudizio per omicidio volontario e distruzione di cadavere.

Il procuratore Roberto Giaconi  durante l'udienza preliminare aveva definito Antonio Logli "un bugiardo patentato":  "Logli portava avanti da molti anni una relazione clandestina con un'amante che era una persona intima della moglie e ciò dimostra la sua capacità di simulare e dire menzogne", ha detto Giaconi.

Caso Roberta Ragusa, chiuse le indagini: il marito Antonio Logli unico indagato


23 settembre 2014

A quasi tre anni dalla scomparsa di Roberta Ragusa, l'imprenditrice e mamma sparita dalla sua casa di Gello di San Giuliano Terme nella notte tra il 13 e 14 gennaio 2012, la Procura di Pisa ha firmato l’avviso di chiusura delle indagini nei confronti dell’unico indagato, Antonio Logli, marito della donna.

L’atto è stato prontamente notificato alla difesa dell’uomo, l’avvocato Roberto Cavani, che a questo punto avrà la possibilità di accedere l’intero fascicolo e scoprire così quali sono gli elementi raccolti dagli inquirenti nei confronti di Logli, da sempre dichiaratosi estraneo alla vicenda, e capire quindi come muoversi davanti all’ormai imminente richiesta di rinvio a giudizio.

L’udienza preliminare del processo potrebbe tenersi già entro la fine del 2014, ma è più probabile che slitti ai primi mesi del 2015.

Antonio Logli è indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere, nonostante il corpo di Roberta Ragusa non sia mai stato ritrovato. L’ipotesi che la donna si fosse allontana volontariamente era stata esclusa fin dai primi istanti. Roberta, madre di due figli, gestiva una scuola guida quando svanì nel nulla. In casa tutti i suoi effetti personali, dal cellulare ai documenti, dalle chiavi ai soldi, passando per la borsetta.

Nel corso di questi quasi tre anni di indagini sono stati raccolto diversi elementi nei confronti di Logli, che nel periodo della scomparsa della moglie aveva una relazione con un’altra donna. Per gli inquirenti sarebbe proprio quel rapporto extraconiugale uno dei motivi che avrebbero spinto l’uomo a uccidere la consorte e far sparire ogni traccia del cadavere.

Logli, però, ha sempre respinto ogni addebito, rimanendo saldo sulla propria versione dei fatti: la sera di quel 13 gennaio 2012 lui sarebbe andato a letto, mentre Roberta si sarebbe trattenuta in cucina per scrivere la lista della spesa. Lui si sarebbe accorto della scomparsa solo il giorno successivo, alle 6.45.

Il procuratore Ugo Adinolfi, però, non ha dubbi:

Ormai siamo convinti del nostro lavoro e chiederemo il passaggio processuale con l'obiettivo di mettere a frutto tutti gli indizi raccolti.

La richiesta di rinvio a giudizio, e il successivo processo, sono ormai dietro l’angolo.

Roberta Ragusa esami Ris

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