Marina Petrella: ritratto di una brigatista - Seconda parte

l'ex BR marina petrella

Ieri ci siamo fermati al rapimento del magistrato Giovanni D’Urso, che verrà rilasciato un mese dopo, il 15 gennaio 1981.

Di questo periodo sappiamo solo, grazie alle dichiarazioni di alcuni brigatisti arrestati, che la Petrella era diventata membro della direzione della colonna romana delle BR e che aveva quindi un ruolo primario nell’approvazione di tutte le azioni criminali commesse a Roma e dintorni.

I cosiddetti «i coniugi del terrore» verranno nuovamente arrestati il 7 dicembre 1982 a Roma dopo una sparatoria contro i carabinieri: finiranno in carcere dove, nel 1983, la Petrella darà alla luce la sua prima figlia, Elisa.

Dopo poco più di tre anni, il 13 giugno 1986, mentre il processo Moro-ter è ancora in corso, la Petrella sarà rilasciata per decorrenza dei termini.
l'ex BR marina petrella
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Passeranno ancora due anni prima che la sentenza che la vede condannata per il suo coinvolgimento nel rapimento Moro venga depositata, il 12 ottobre 1988, e altri cinque affinché venga confermata, il 10 maggio 1993, dalla Cassazione.

Ergastolo per l'omicidio di un agente di polizia, tentato sequestro e tentato omicidio, sequestro di un magistrato, rapina a mano armata e vari attentati.

Ma Marina Petrella si era già rifugiata in Francia, approfittando della dottrina Mitterand, che dal 1985 garantisce il diritto d’asilo ai rifugiati politici stranieri ricercati nei loro paesi per «atti di natura violenta ma d’ispirazione politica».

E’ nel 1998 che darà alla luce la sua seconda figlia, avuta dal suo attuale compagno algerino.

Come vi avevamo già anticipato, https://www.crimeblog.it/post/1374/sarkozy-no-allestradizione-dellex-brigatista-marina-petrella#continua, nel 2002 il governo italiano ha chiesto l’estradizione della Petrella, richiesta che verrà concessa il 14 dicembre 2007 dalla Corte d’Appello di Versailles e confermata il 8 giugno scorso dal governo francese.

Nel frattempo sembra che le condizioni di salute di Marina Petrella si siano aggravate e il 10 luglio scorso il presidente francese Nicolas Sarkozy, in una lettera a Napolitano e a Berlusconi, chiede la grazia per la donna.

Tredici giorni dopo la Petrella verrà trasferita nell’ospedale parigino di Saint-Anne e successivamente scarcerata. Il resto è attualità.

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