Omicidio Sara Scazzi, processo d’appello: confermato l'ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano

In primo grado Sabrina Misseri e Cosima Serrano sono state condannate all'ergastolo, mentre Michele Misseri deve scontare 8 anni di carcere per concorso in occultamento di cadavere. La sentenza confermata in Appello.

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20:28 - È stata appena letta la sentenza della Corte d'Appello di Taranto: è stato confermato l'ergastolo per Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano che dovranno pagare anche le spese di questo processo. Confermata anche la pena di 8 anni per Michele Misseri per soppressione di cadavere.
La sentenza di primo grado non è stata confermata in toto, ma c'è stata una parziale riforma perché sono stati assolti Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano e sono state rideterminate le pene per Carmine Misseri e l'avvocato Vito Russo.

27 luglio 2015 - Da venerdì scorso, 24 luglio, la Corte d'assise d'appello di Taranto è riunita in camera di consiglio per decidere se approvare o meno la richiesta del Procuratore generale di confermare la sentenza di primo grado che ha inflitto l'ergastolo a Sabrina Misseri e a sua madre Cosima Serrano per l'omicidio della 15enne Sarah Scazzi avvenuto il 26 agosto del 2010. Le due donne, cugina e zia della vittima, sono accusate di omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere, mentre il marito di Cosima, Michele Misseri, è stato condannato a 8 anni solo per soppressione di cadavere.

Oltre che sui tre principali protagonisti di questa storia, i giudici di secondo grado si devono pronunciare anche su altri cinque imputati: il fratello di Michele, Carmine Misseri, che in primo grado è stato condannato a sei anni per soppressione di cadavere, l'ex legale di Sabrina, Vito Russo, che ha rimediato due anni per favoreggiamento, Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano che hanno avuto un anno a testa per favoreggiamento personale e Giuseppe Nigro che per lo stesso reato è stato condannato a un anno e quattro mesi. Anche Cosimo Cosma, nipote di Michele Misseri, era stato condannato a sei anni per soppressione di cadavere, ma è scomparso il 7 aprile 2014 e dunque la sentenza dei giudici della Corte d'appello non lo riguarderà.

Sul caso di Sarah Scazzi sono in corso anche altri due processi davanti al Tribunale di Taranto: uno riguarda le false informazioni al pm da parte di Giovanni Buccolieri, fioraio di Avetrana che prima raccontò di aver visto Cosima che sequestrava Sarah facendola salire in auto, poi spiegò che si trattava solo di un sogno. Nel processo è coinvolto anche il suo amico Michele Galasso. L'altro procedimento ha come imputate 12 persone a vario titolo per falsa testimonianza, calunnia e false informazioni al pm. Tra i 12 ci sono Michele Misseri, per il reato di autocalunnia, e Ivano Russo, amico di Sarah e Sabrina.

Il PG chiede la conferma dell'ergastolo per Sabrina e Cosima


13 giugno 2015

- Il sostituto procuratore generale di Taranto Antonella Montanaro non ha dubbi: Sabrina Misseri e Cosima Serrano hanno ucciso Sarah Scazzi e per questo devono essere condannate all’ergastolo. Ieri, al termine della propria requisitoria, Montanaro ha chiesto alla Corte di confermare in pieno la sentenza di primo grado, spiegando che l’omicidio della giovanissima di Avetrana sarebbe avvenuto dopo un’esplosione di gelosia di Sabrina nei confronti di Sarah, e di rabbia di Cosima, che ha rapporti astiosi con la sorella Concetta.

Il pg ha chiesto la conferma della condanna per gli altri sei imputati nel processo, a cominciare da Michele Misseri, condannato in primo grado a 8 anni di carcere.

12 giugno 2015 - È ripreso questa mattina presso la Corte d’Appello di Taranto il processo di secondo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi. Oggi la Corte, presieduta dal giudice Patrizia Sinisi, ha acquisito le note difensive presentate dagli avvocati delle due principali imputate, Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, rispettivamente cugina e zia della giovane vittima.

Le note acquisite contengono la perizia tecnica fatta sul telefono cellulare di Cosima Serrano, una perizia che va a contestare quella prodotta dal collegio peritale incaricato dalla Corte sulle radiofrequenze registrate dal telefonino della donna durante la simulazione sul luogo del delitto, l’abitazione della famiglia Misseri ad Avetrana.

L’udienza odierna ha visto anche Sabrina Misseri prendere brevemente la parola per ribadire la propria innocenza. La giovanissima, condannata all’ergastolo in primo grado, si è limitata a dire:

Sono molto addolorata che si pensi che abbia ucciso Sarah. Non l’ho uccisa, so io quanto sono addolorata.

Poi è scoppiata in lacrime e ha detto di non sentirsela di continuare a parlare. A quel punto l’udienza è andata avanti senza intoppi con l’inizio della requisitoria del sostituti procuratore Antonella Montanaro.

Omicidio Sara Scazzi, processo d’appello: perizia sulle celle agganciate dai cellulari di Sabrina e Cosima

Venerdì 10 aprile 2015 - La sezione distaccata di Taranto della Corte d'Assise d'Appello di Lecce ha affidato a tre consulenti il compito di esaminare i dati della perizia tecnica effettuata dai carabinieri del Ros del capoluogo salentino sulle celle telefoniche che i cellulari di Sabrina Misseri e di sua madre Cosima Serrano hanno agganciato il 26 agosto 2010. La perizia è stata commissionata per fugare i dubbi della difesa delle due donne che in primo grado sono state condannate all'ergastolo. L'udienza è aggiornata al 5 giugno 2015.

Le dichiarazioni spontanee di Cosima Serrano


Venerdì 27 febbraio 2015

13:48 - Si è conclusa la lunga deposizione di Cosima Serrano che ha parlato per la prima volta davanti ai giudici in quello che è il processo d'appello per l'omicidio di Sarah Scazzi. La donna, condannata all'ergastolo in primo grado, ha negato ogni accusa e si è dichiarata innocente. Ha raccontato quella che è la sua versione dei fatti a proposito di quello che è successo quel 26 agosto del 2010, giorno della scomparsa della ragazzina:

Il 26 agosto sono andata a lavorare la mattina, siamo andati fra San Giorgio Jonico e Taranto, sono tornata non prima delle 13.30 e a casa non c'era nessuno. Sono andata in bagno e non c'era nessuno, ho mangiato, poi sono andata a letto e lì c'era mia figlia che stava dormendo. Ho acceso la tv perché sto più tranquilla, il silenzio mi dà fastidio. Dopo un po' ho sentito un messaggio e mia figlia mi ha detto "devo andare al mare, mo' avviso Sarah". Dormivo e non dormivo, Sabrina stava col telefonino in mano, si è alzata, mi sono tranquillizzata quando ho sentito sbattere la porta. Dopo alcuni secondi ho sentito dire '"Papà, hai visto arrivare Sarah?" e poi ha chiesto a me aggiungendo "perchè Sarah non c'è"?

Cosima racconta di aver pensato subito che fosse successo qualcosa, magari un incidente in strada, tanto che ha consigliato alla sorella di provare a chiamare gli ospedali. Un'altra teoria era invece quella di una vendetta trasversale nei confronti del padre, che però nega di aver mai chiamato "delinquente" di fronte a Sarah. La donna non sa essere precisa su dove fosse il marito Michele Misseri quel giorno, l'uomo era sicuramente a casa ma non può ricordare se fosse in una stanza in particolare. Nel suo racconto conferma il flirt della figlia Sabrina con Ivano Russo, ma aggiunge che non ci vede niente di male dal momento che il ragazzo non era sposato. Parla poi del marito raccontando che in passato era accaduto che usasse violenza nei suoi confronti, ricorda di essere stata aggredita in due occasioni, una volta con un'accetta e una seconda volta con una pietra.

Chiude la sua deposizione con un parallelismo un po' ardito:

Sono passati 2015 anni e Gesù Cristo venne condannato dal popolo. Se allora tutti vogliono che siamo condannate... Oggi tutti i giorni vengono condannati degli innocenti. Noi abbiamo fatto sempre del bene.

Il processo d'appello è stato aggiornato al prossimo 13 marzo. Quel giorno l'avvocato di Sabrina Misseri, Nicola Marseglia, con l'avvocato Franco Coppi depositerà una memoria difensiva. Il 27 marzo ci sarà la discussione del sostituto procuratore generale Antonella Montanaro, mentre dal primo aprile inizieranno le arringhe difensive. La sentenza potrebbe essere emessa nei primi giorni di maggio.

11:35 - È in corso la deposizione spontanea di Cosima Serrano dinanzi alla Corte di Assise di appello di Taranto. Nel processo di primo grado non aveva mai rilasciato nessuna deposizione, ha spiegato che la decisione era stata presa su consiglio dell'avvocato perché "tanto non sarebbe cambiato niente". La donna inizia il suo monologo confutando la teoria secondo la quale il movente dell'omicidio sarebbe stata l'invidia fra le famiglie:

Si è parlato tanto di invidia, gelosia, ma non ho mai sentito che tipo di gelosia, invidia, di quale rancore? Ci siamo sempre aiutati l'un l'altro tra genitori e sorelle, quando Concetta ha avuto bisogno di me sono stata sempre presente, sempre a disposizione, non me lo facevo ripetere due volte.

È stata ascoltata anche una lunga telefonata tra Giuseppina Scredo e Cosima Prudenzano, moglie e suocera di Giovanni Buccolieri, il fioraio che aveva riferito agli inquirenti di aver visto la Serrano costringere Sarah a salire sulla sua macchina. Dichiarazioni poi ritrattate, l'uomo aveva raccontato che si era trattato di un sogno. Per questo, in un altro procedimento, Buccolieri è indagato per false dichiarazioni a pubblico ministero.

27 febbraio 2015 - Si torna in aula questa mattina per la nuova udienza del processo d’appello per l’omicidio di Sarah Scazzi, un’udienza molto attesa che vedrà una delle principali imputate, Cosima Serrano, zia della giovane vittima, fare una dichiarazione spontanea dal contenuto ancora oscuro.

La donna, condannata in primo grado all’ergastolo insieme alla figlia Sabrina Misseri, non ha mai parlato fino ad oggi e la decisione di rompere il silenzio, quasi cinque anni dopo quel barbaro delitto, sta creando moltissima attesa, anche se c’è la convinzione che le sue dichiarazioni non aggiungeranno nulla alla vicenda.

Ne è certa Concetta Serrano, sorella dell’imputata e madre della giovane vittima, che tramite il suo avvocato ha fatto sapere:

In quattro anni non ha mai parlato, rifiutandosi di rispondere in tutte le occasioni in cui le è stato chiesto. Questo sta ad indicare che, parlando solo ora, ancora una volta si vuole arrampicare sugli specchi, proferendo ulteriori menzogne e infangando così nuovamente la memoria di Sarah.

Nell’udienza di oggi, inoltre, verrà chiamato a testimoniare il perito che si è occupato di trascrivere alcune delle intercettazioni telefoniche agli atti del processo, intercettazioni che oggi ANSA ha pubblicato in esclusiva.

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Omicidio Sara Scazzi, processo d’appello: Sabrina e Cosima restano in carcere

21 novembre 2014 - La Corte di Assise di Appello di Taranto ha disposto la sospensione dei termini di custodia cautelare in carcere per Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, madre e figlia condannate all'ergastolo, le quali resteranno in carcere per l'intera durata del processo di Appello per l'omicidio di Sarah Scazzi.

E' stato inoltre confermato l'obbligo di dimora per Michele Misseri, rispettivamente marito e padre delle due donne, condannato per occultamento di cadavere della nipote. Per lui non ci sarà nemmeno un nuovo esame in aula: la Corte ha infatti respinto le richieste difensive di perizia e di interrogatorio dell'agricoltore di Avetrana.

La difesa di Sabrina Misseri: "E' stato il padre Michele"

16.30 - Giornata di richieste in aula, quella di oggi in tribunale a Taranto. Come ci si aspettava, i difensori di Sabrina Misseri hanno nuovamente addossato la responsabilità del delitto al padre, Michele Misseri, reo confesso del delitto, condannato in primo grado a 8 anni di carcere per concorso in soppressione di cadavere e per furto aggravato.

L’avvocato Franco Coppi, difensore della giovane, ha chiesto ai giudici che Misseri venga risentito in aula e che venga acquisita la trascrizione del contenuto di una telefonata tra Sabrina e il padre del 6 ottobre 2010, quando Misseri confessò il delitto e che venga ascoltato anche il titolare del pub di Avretrana in cui, la sera prima del delitto, Sabrina Misseri e Sarah Scazzi litigarono.

La difesa della giovane Misseri ha chiesto anche che vengano acquisiti i tre pronunciamenti della Cassazione su ricorsi presentati negli ultimi mesi.

Richieste simili quelle avanzate dalla difesa dell’altra principale imputata, Cosima Serrano, che vorrebbe un nuovo sopralluogo nella villetta dei Misseri ad Avetrana - e quattro anni dal delitto - per “rendersi conto dei luoghi in cui sarebbe maturato l’omicidio”.

I difensori di Michele Misseri, invece, hanno chiesto che il loro assistito venga sottoposto a una perizia psichiatrica, richiesta a cui si è già opposta la Procura Generale. La Corte ha quindi deciso di aggiornare l’udienza al prossimo 21 novembre, quando scioglierà la riserva sulle tante richieste presentate oggi.

14 novembre 2014 - La prima udienza del processo d’appello per l’omicidio di Sarah Scazzi è cominciata. Tutti e gli otto imputati condannati in primo grado sono tornati questa mattina davanti ai giudici della Corte di assise di appello di Taranto. A sostenere l’accusa c’è il sostituto procuratore generale Antonella Montanaro.

13 novembre 2014 - Omicidio Sarah Scazzi: si aprirà domani davanti alla Corte d’Assise e d’Appello di Taranto il processo di secondo grado per l’omicidio della 15enne e con esso ripartirà anche il circo mediatico che dal 26 agosto di quattro anni fa, giorno in cui la giovanissima di Avetrana fu uccisa, ha accompagnato questa terribile vicenda.

A poche ore dal ritorno in aula di tutti gli imputati, a cominciare da Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, condannate all’ergastolo, si fa sempre più insistente l’indiscrezione secondo la quale la difesa delle due donne chiederà che venga riaperta la fase istruttoria e che vengano cercate nuove prove a supporto dell’innocenza delle due, rispettivamente cugina e zia di Sarah Scazzi.

L’accusa, invece, spera che si tratti di un processo breve: le due donne sono colpevoli, le prove sono già state discusse a lungo nel procedimento di primo grado e i giudici non dovranno far altro che confermare la sentenza di primo grado.

La decisione è come al solito nelle mani dei giudici. Una certezza: se si dovesse riaprire la fase dibattimentale i tempi si allungheranno di molto e il rischio che le due imputate vengano rilasciate è più che concreto. Il 20 gennaio 2015, due mesi a partire da ora, scadranno i termini di custodia cautelare e se entro quella data non verrà emessa la sentenza d’appello Sabrina Misseri e Cosima Serranno dovranno lasciare il carcere ed essere giudicate a piede libero.

Omicidio Sarah Scazzi, si torna in aula il 14 novembre

Il processo d’appello per l’omicidio di Sarah Scazzi ha finalmente una data: a un anno e mezzo dalla sentenza di primo grado, Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano torneranno in aula a partire dal 14 novembre 2014 per un secondo grado che si preannuncia tanto mediatico quanto il primo processo.

A tornare in aula con le due donne - entrambe condannate all’ergastolo - ci saranno anche gli altri imputati, da Michele Misseri (8 anni per concorso in soppressione di cadavere e per furto aggravato del telefonino della vittima) e Carmine Misseri (6 anni per concorso in soppressione di cadavere, insieme a Cosimo Cosma, deceduto poche settimane fa), passando per gli imputati minori, tutti condannati con pena sospesa.

Difficile prevedere al momento se si tratterà di un processo lampo, ma la difesa delle due donne ha già anticipato l’intenzione di chiedere la riapertura del dibattimento. Il tempo, in ogni caso, stringe: i termini di custodia cautelare per Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano scadranno una manciata di settimane dopo, il 20 gennaio 2015, e se entro quella data il processo sarà ancora in corso le due donne dovranno lasciare il carcere e venir giudicate a piede libero.

La giovane Sarah Scazzi, lo ricordiamo, fu uccisa ad Avetrana il 26 agosto 2010. Secondo le motivazioni della sentenza di primo grado, Sabrina e Cosima trascinarono Sarah in casa e lì l’hanno strangolata con una cintura. Subito dopo

tutti e tre i componenti del nucleo familiare interloquirono sul da farsi; Michele Misseri, unica persona, peraltro, che avrebbe potuto provvedere ad allontanare immediatamente il cadavere di Sarah, quale atto più urgente, ritenne di accondiscendere alla richiesta proveniente dalle autrici del delitto. Nell'occasione lo stesso Misseri assicurò a moglie e figlia, anche in questo caso accedendo ad una specifica loro richiesta, che avrebbe distrutto 'tuttò e fatto sparire ogni traccia di Sarah.

Ora, a quattro anni da quel delitto, si riaprono le porte del tribunale per tutte le persone coinvolte a vario titolo.

Foto | © TMNews

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