Potenza, riaperte le indagini sulla morte di Anna Esposito: indagato un amico della vittima

La dirigente della Digos sarebbe stata uccisa. A 13 anni di distanza c’è un primo indagato.

C’è un primo indagato per l’omicidio di Anna Esposito, la dirigente della Digos della Questura di Potenza trovata morta all’età di 35 anni il 12 marzo 2001 in quello che fin dai primi istanti era sembrato un caso anomalo di suicidio.

Nelle ultime settimane, dopo le numerose richieste della famiglia della donna, la Procura ha deciso di riaprire il caso e sulla base degli elementi raccolti c’è già una prima persona iscritta nel registro degli indagati, formalmente accusata di omicidio.

Si tratta, scrive oggi il Corsera, di un amico della vittima, l’ultima persona ad averla vista viva. Un professionista di 50 anni, sposato e con figli, incastrato secondo quanto emerge dalle ultime indiscrezioni dall’esame dei tabulati telefonici.

Ci sarebbe anche un primo abbozzo di movente: il delitto passionale è la pista più accreditata, scrive il quotidiano, ma sarà necessario attendere il corso delle indagini per avere un quadro più chiaro della situazione.

Questi primi elementi sembrano fugare l’ipotesi, sostenuta a più riprese da chi nel corso degli anni si è interessato al caso e ha lottato affinché venisse riaperto, che la morte della donna avesse qualcosa a che vedere col caso di Elisa Claps: Esposito, lo ha rivelato sua madre, era convinta che nella Questura di Potenza qualcuno sapeva dove la ragazzina era stata sepolta.

E proprio quel tragico 12 marzo 2001, la donna avrebbe dovuto incontrare Gildo Claps, fratello della giovane uccisa, ma non arrivò mai a quell’incontro: fu trovata cadavere quella mattina, poche ore prima dell’appuntamento.

Il corpo senza vita della donna, madre di due figlie, fu rinvenuto legato alla porta del bagno dell’alloggio nella caserma Zaccagnino. Scriveva La Stampa:

Anna sembrava seduta a terra, ma il corpo era sospeso di pochi centimetri, l’ansa di scorrimento del cinturone (lungo poco meno di un metro) era sul lato destro invece che nella parte posteriore del collo. Anche nella perizia chiesta dal pm Marotta, e depositata a dicembre scorso, gli esperti che hanno visionato le foto scattate nell’alloggio di servizio e durante l’autopsia hanno palesato le loro perplessità.

Il caso fu archiviato come suicidio anomalo, ma ora la verità sembra più vicina che mai.

anna-esposito

Foto | Facebook

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