Milano, si lancia dal settimo piano con l'ex fidanzata: "Voglio che lei provi terrore prima di dire addio a tutto"

Un'agghiacciante lettera lasciata dal giovane carnefice spiega i motivi di questa tragedia.

17 settembre 2014 - A fugare ogni dubbio sulla ricostruzione degli eventi ci ha pensato una lettera scritta dallo stesso Pietro Maxymilian Di Paola, il 20enne che ieri si è lanciato dal settimo piano di un’abitazione di Milano trascinandosi dietro l’ex fidanzata, in quello che è stato senza dubbio un caso di omicidio-suicidio.

Il giovane, 20 anni appena e un tentato suicidio alle spalle, ha lasciato una lettera, intitolata semplicemente “Lettera ai cari”, in cui spiega più o meno lucidamente il folle gesto compiuto:

Scrivo queste parole non per essere ricordato, soprattutto perché dopo questa sera i ricordi sarebbero tutti negativi credo. Quello che scriverò da qui in poi non ha nulla a che fare con i miei ultimi saluti ma invece servirà a spiegare (non accettare eh) quello che sto x.

La lunga lettera prosegue con parole che fanno rabbrividire. Il giovane non aveva accettato la fine della sua relazione con Alessandra Pelizzi, di un anno più giovane:

Un odio così forte da essere felice di sacrificare la propria vita per far provare all'altro la vera tristezza. Non mi sono lanciato con lei subito ma anzi le ho prima fatto provare il terrore di perdere tutto amici, famiglia e futuro. […] Se la reincontrassi dall'altra parte la odierei ancora? No, il mio sfogo è finito nel momento in cui ho saltato.

Poi la conclusione, ancor più agghiacciante se possibile:

Lascio un piccolo consiglio finale, si lo so che fa impressione, ma pensò sarà utile sia alle future vittime che ai forse futuri carnefici, dubitate di quelli che ridono sempre a volte non possono semplicemente fare altrimenti e nel frattempo, perderanno l'anima.

Aggiornamento 12.18 - Cominciano ad uscire, sulle agenzie stampa, alcune testimonianze sui fatti occorsi stanotte nel quartiere Affori-Comasina a Milano, dove due ragazzi sono precipitati dal settimo piano poco dopo la mezzanotte.

Così una testimone riportata da Repubblica, una modella inglese che abita dirimpetto l'appartamento della coppia:

"Lui l'ha trascinata giù, quando abbiamo sentito il rumore pensavamo fosse un colpo di pistola ma la polizia lo ha escluso".

Una ricostruzione che bene o male coincide con altre raccolte dal quotidiano:

"Lei gridava aiuto, aiuto. Abbiamo chiamato la polizia, poco dopo abbiamo sentito un rumore terribile. Un tonfo incredibile, agghiacciante. A questo punto credo che fosse la sua fidanzata. Di recente sembra che si fossero lasciati".

Secondo altri il giovane 20 enne, di origini brasiliane, aveva già tentato in passato di togliersi la vita nello stesso modo, persuaso dall'azione di un vigile urbano e di altri soccorritori.

Milano, precipitano dal settimo piano: morti due giovani


Due giovani residenti a Milano, una ragazza di 19 anni ed uno di venti, sono precipitati dal settimo piano di un palazzo nel capoluogo lombardo, in zona Comasina. Secondo le ultime informazioni la ragazza sarebbe morta sul colpo mentre il giovane, ricoverato d'urgenza in condizioni disperate all'ospedale San Gerardo di Monza, si è spento otto ore dopo il ricovero.

Al momento non si conosce la dinamica di quanto accaduto. Sul posto è intervenuta la Polizia, che dovrà capire se il gesto è stato frutto di un accordo al suicidio tra i giovani o altro (tragico errore o omicidio-suicidio): il fatto è avvenuto in un complesso condominiale in via Novaro, zona Comasina, dove i due vivevano; i due ragazzi sono precipitati dal settimo piano e sono finiti in un cortile interno al piano seminterrato, nella zona dei box.

La tragedia si è consumata a mezzanotte e mezza del 16 settembre.

(in aggiornamento)

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