Operazione "dottor China": scoperto ospedale clandestino


Un vero e proprio ospedale clandestino è stato scoperto ieri a Brescia dai Carabinieri del NAS nell'ambito dell'operazione "Dottor China". Nella struttura, non solo venivano praticate attività mediche da personale non qualificato, ma mancava ogni minima precauzione di natura igienica.

Il fatto, che vedremo nel dettaglio, riapre i riflettori sulle medicine alternative che hanno una loro validità ed un consistente seguito, eppure l'Italia procede senza una presa di posizione chiara, ottenendo l'ovvio risultato che ciò che viene ignorato non scompare, ma si sviluppa in maniera selvaggia ed incontrollata dando luogo ad episodi simili. Ma ecco i dettagli della notizia ed, al termine, un sondaggio per scoprire cosa ne pensate...

Le investigazioni, condotte mediante sopralluoghi, pedinamenti ed appostamenti (questi ultimi resi difficili dalla presenza di telecamere ad infrarossi poste sulla porta d'ingresso dello studio medico e lungo il perimetro dell'intero fabbricato) hanno consentito agli ispettori del NAS di sequestrare decine di migliaia di farmaci importati illegalmente dalla Repubblica Popolare Cinese quali: antibiotici, antidolorifici, antinfiammatori, ormoni ed altro; apparecchi elettromedicali dedicati alle cure odontoiatriche ed altre patologie, ferri chirurgici (in carenza di autoclave), protesi dentarie ed ortopediche, attrezzature mediche (stetoscopi, misuratore della pressione arteriosa, ferri chirurgici) e molto altro, tanto da far ritenere il centro un importante punto di riferimento medico per la comunità cinese. Per contro non vi era traccia di strumenti di sterilizzazione o di disinfettazione, e i rifiuti sanitari generati venivano smaltiti nei cassonetti della raccolta rifiuti domestici.

All'atto dell'irruzione i militari hanno sorpreso un paziente seduto su un divano mentre veniva sottoposto a fleboclisi (appesa ad un chiodo infisso sul muro della parete), con farmaci al momento non identificati, e dalla totale mancanza di pulizia ed igiene del locale stesso. Peraltro tutti i locali utilizzati erano in pessime condizioni d'igiene e si è appurato che gli stessi ambienti, nel corso della notte, venivano adibiti a dormitorio da numerose persone di etnia cinese.

A conclusione il centro è stato chiuso ed il "primario" deferito all'A.G. per l'esercizio abusivo della professione medica, detenzione e commercio di farmaci non conformi, importazione illegale di farmaci e smaltimento illegale rifiuti sanitari potenzialmente infetti.

A questo punto sarei curioso di sapere cosa ne pensate in merito ad un caso che non può considerarsi marginale, ma segno di una evoluzione socio-culturale in atto, vuoi anche prodotta dall'ingresso di nuove etnie, che ci porterà a confrontarci sempre più con rimedi alternativi alla medicina ufficiale, come già del resto avviene in altri paesi europei (es. francia e Germania) dove esisto figure professionali riconosciute. Ciò che fa riflettere nella vicenda è infatti la presenza in quei locali di una clientela non solo cinese, che pur potendo scegliere e pur avendo la possibilità di accedere alle classiche strutture sanitarie, ha scelto di frequentare un posto simile:


Foto:hazboy
via| Carabinieri
  • shares
  • Mail