Salerno, arrestato il boss casalese Gaetano Cerci

Cerci, 49 anni, si occupava della ricerca dei siti in cui smaltire illegalmente i rifiuti per conto dei casalesi

I carabinieri del reparto operativo del comando di Caserta hanno arrestato a Salerno il latitante Gaetano Cerci, 49 anni, ritenuto affiliato alla fazione Bidognetti del clan dei Casalesi.

Cerci si occupava, per conto del clan casertano, di ricercare i siti in cui smaltire illegalmente i rifiuti per conto della camorra: era stato arrestato il 24 luglio scorso, quando fu destinatario di una ordinanza per il reato di estorsione, ma fu scarcerato dal Tribunale del Riesame l’11 agosto, giorno dal quale si era poi dato alla latitanza.

Più pentiti avevano fatto il suo nome dando l'avvio a una campagna di scavi alla ricerca di rifiuti tossici nella zona di Casal di Principe e Villa di Briano.

In base al fondato pericolo della reiterazione dei reati infatti il giorno seguente fu emessa una nuova ordinanza cautelare in carcere dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ma Cerci era oramai scomparso; la latitanza si è interrotta questa notte alla stazione ferroviaria di Salerno: l'uomo viaggiava su un treno proveniente dal Nord ed aveva scelto la stazione di Salerno per scendere, nel tentativo vano di eludere i controlli dei militari sulle sue tracce.

"Il traffico di rifiuti tossici dal Nord alle campagne del Casertano era già in corso dall'inizio degli anni '90; a gestirlo era il boss Francesco Bidognetti tramite Gaetano Cerci e Cipriano Chianese, che si definiva massone e aveva contatti con Licio Gelli. Le sostanze, in particolare mercurio, fanghi e vernici provenienti dalle industrie del nord, venivano messi in bidoni di ferro e sotterrati almeno inizialmente in fondi agricoli, in particolare nei Comuni di competenza del clan Bidognetti, come Cancello e Arnone, poi in discariche dismesse.
Dal boss ho saputo anche che tali sostanze nocive sono state smaltite nel fiume Volturno e
soprattutto sotto l'asse mediano Nola-Villa Literno".

Queste dichiarazioni sono state rilasciate pochi mesi fa dal pentito Francesco Della Corte in uno dei processi che vede imputato anche l'ex sottosegretario del Pdl Nicola Cosentino.

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