Riciclaggio rame: quattro arresti fra Toscana e Sicilia

I carabinieri hanno sequestrato due aziende di compravendita di materiale ferroso e circa trenta tonnellate di rame rubato

Quattro imprenditori siciliani, tre uomini e una donna, sono stati arrestati nel corso di un'operazione scattata a Caltanissetta, Messina e Pisa, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di rame rubato.

Il business del rame è ormai diventata una delle attività maggiormente lucrative per la criminalità organizzata, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “oro rosso”. L’aumento della quotazione di questo metallo, sempre più difficile da reperire, ma cruciale per l’industria di nazioni emergenti come India, Cina e Brasile, ha portato alla formazione di una filiera illegale molto vasta: i ladri di rame piazzano ai grossisti il rame a 4-5 euro al chilo, mentre sul mercato il prezzo oscilla fra i 7 e gli 8 euro.

Nel solo 2011, la rete ferroviaria italiana si è vista sottrarre mille tonnellate di rame, a una media di 3200 chili al giorno. Le Fs hanno perso 20 milioni di euro in due anni. Senza dimenticare le ripercussioni dirette sul lavoro e sulla vita privata di migliaia di pendolari.

L’operazione che si è svolta fra Sicilia e Toscana ha visto in azione i carabinieri, sotto il coordinamento delle procure di Caltanisetta e Messina.

I militari hanno posto sotto sequestro due aziende di compravendita di materiale ferroso, capannoni, attrezzature varie e un autoarticolato utilizzato per il trasporto della refurtiva per un valore complessivo di circa tre milioni di euro. Sono circa trenta le tonnellate di rame rubato, prevalentemente sottratto a impianti dell’Enel.

carabinieri  ucciso uomo Cerda

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