Baby squillo dei Parioli. La madre della più piccola istigava la figlia

Dalle nuove intercettazioni emerge un quadro di squallore familiare

Le 90 pagine di motivazioni della sentenza di condanna di primo grado sul caso delle baby squillo dei Parioli a Roma, con riferimenti a intercettazioni telefoniche tra i protagonisti della vicenda, traccia un quadro familiare agghiacciante, in cui è la madre di una delle due ragazzine (peraltro la più piccola, quella che all'epoca dei fatti aveva 14 anni) a istigare la figlia a prostituirsi, chiedendo conto del calo di introiti e ipotizzando di ritirarla da scuola per darle più tempo per "esercitare".

Il gup De Robbio parla, nelle motivazioni di

un desolante quadro di superficialità e cinismo, che accomuna organizzatori della prostituzione minorile e clienti, nel consapevole intento di approfittare per il proprio tornaconto (sia esso economico o di soddisfacimento della libido sessuale) dell’evidente incapacità delle due ragazzine di rendersi pienamente conto delle conseguenze di ciò che stavano compiendo

Le due adolescenti erano finite in una spirale di sfruttamento, nelle mani di personaggi squallidi tra cui il militare Nunzio Pizzacalla, che aveva dato il via «al meretricio» delle due ragazzine e il barista Mirko Ieni, che lo aveva "rilevato". Ma anche la madre della più piccola aveva un ruolo attivo. Non solo era a conoscenza dell'attività della figlia, ma addirittura la spronava a guadagnare di più, perché su quegli introiti ormai faceva affidamento. In un'intercettazione si lamenta con la figlia per un calo di guadagni, dovuto probabilmente a naturali condizioni fisiche della giovane.

Senti un po’ tu non te movi oggi? E come facciamo? Perché io sto a corto, dobbiamo recuperà. Ma ce la facciamo a recuperare sta settimana?

In un'altra conversazione la donna, estenuata dalle continue telefonate ricevute dalla scuola della figlia, prima invita la ragazzina a organizzare meglio il proprio tempo ("Puoi alternare i giorni. Qui una soluzione bisogna trovarla perché non è che.. riflettici bene e cerca di organizzarti le giornate in modo tale che fai alternativamente"), poi paventa la possibilità di ritirarla da scuola ("Rifletti bene su questo aspetto della scuola per cortesia perché sennò è inutile... io ti ritiro"). Cosa impossibile perché la figlia era ancora nell'età della scuola dell'obbligo.

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