Rinvio a giudizio per i vertici Eternit: sapevano e hanno taciuto

Dopo la puntata di Blu Notte - Misteri Italiani del 21 settembre scorso dedicata alle vittime dell'amianto, torniamo a parlare di questo materiale estremamente nocivo per la salute dell’uomo in occasione del rinvio a giudizio dei vertici della multinazionale svizzera Eternit chiesto oggi dalla procura di Torino.

Il miliardario svizzero Ernest Schmidheiny, 61 anni, e il nobile belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, 87 anni, sono accusati di disastro doloso e omissione volontaria di cautele per la morte da amianto di duemila persone e per questo verranno processati.

Questo perché secondo il pm Raffaele Guariniello, dopo aver passato al vaglio oltre duecentomila tra verbali, lettere tra i dirigenti e documenti di altro genere, ai vertici della Eternit erano a conoscenza dei pericoli di quel materiale e non hanno preso alcun provvedimento in merito.

In particolare si fa riferimento a quattro stabilimenti italiani, quello di Cavagnolo (Torino), di Casale Monferrato (Alessandria), di Rubiera (Reggio Emilia) e quello Bagnoli (Napoli) dove, sempre secondo il pm, le misure di sicurezza erano insufficienti: dalla mancanza si impianti di aspirazione e ventilazione alle mascherine per il personale.

Ma il problema non era confinato solo all'interno delle fabbriche, perchè la Eternit forniva il suo materiale per la costruzioni di tetti, strade e cortili senza mai fornire avvertimenti sulla sua pericolosità e portando ad una «esposizione incontrollata, continuativa e a tutt'oggi perdurante, senza avvertire della pericolosità dei materiali».

Via | ASCA

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