Omicidio di Yara, negata per vizio di forma l'istanza di scarcerazione di Bossetti

Massimo Giuseppe Bossetti avanza nuove richieste probatorie tramite i suoi legali

Giovedì 11 settembre, ore 16:57 Un vizio di forma allunga i tempi dell’istanza di scarcerazione di Massimo Giuseppe Bossetti, da quasi tre mesi in carcere perché unico sospettato per l’omicidio di Yara Gambirasio. Il giudice per le indagini preliminari Ezia Maccora ha dichiarato inammissibile l’istanza presentata 24 ore prima dagli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni.

In base a una recente modifica dell’articolo 299 del codice di procedura penale avrebbe dovuto essere notificata anche ai familiari della parte offesa ma così non è stato. I legali di Bossetti dovrà notificare l’istanza agli avvocati della parte offesa che avranno due giorni di tempo per depositare eventuali osservazioni. Tenuto conto di quelle e del parere (non vincolante) della Procura, il giudice prenderà la decisione entro cinque giorni.

Sabato 6 settembre, ore 09:07 Si trova in una cella d'isolamento del carcere di Bergamo Massimo Giuseppe Bossetti, accusato di essere l'omicida di Yara Gambirasio: un isolamento "cautelativo, che tutela il detenuto", giurano gli inquirenti, ma che al contempo sta provando fisicamente e psicologicamente il carpentiere bergamasco.

Tramite i suoi legali Bossetti ha fatto sapere di volersi sottoporre alla prova della macchina della verità, un elemento che in Italia non è molto utilizzato e che spesso non viene accettato come elemento probatorio nei processi, ma che nel caso intricatissimo che vede il carpentiere Bossetti coinvolto nell'omicidio di Yara potrebbe rappresentare un elemento chiave per la soluzione del mistero.

A rivelarlo è stata, ieri sera su Retequattro, la trasmissione "Quarto Grado".

Stando agli ultimi sviluppi infatti gli inquirenti non avrebbero conferma della presenza del carpentiere di Mapello in cantiere il giorno della scomparsa della tredicenne di Brembate, il 26 novembre 2010: un fatto non da poco, considerando il sensazionalismo della procura bergamasca il giorno dell'arresto del manovale. Sull'uomo, da 80 giorni in isolamento, non è emerso alcun elemento probatorio ulteriore, oltre a quella traccia di dna rinvenuta sul corpo della ragazza.

I suoi legali, gli avvocati Claudio Salvagni e Silvia Gazzetti, presenteranno quindi tra lunedì e martedì l’istanza di scarcerazione.

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