Caso Emmanuel Bonsu: le dichiarazioni dei testimoni oculari e quelle dei vigili

bonsuTorniamo sul caso di Emmanuel Bonsu, il ragazzo aggredito a Parma da alcuni agenti della polizia municipale lo scorso 29 settembre, di cui vi avevamo parlato qui e qui.

Si inizia un pò a far luce sull'accaduto, soprattutto dopo il resoconto di due testimoni oculari, trasmesso il 6 ottobre durante la trasmissione di Rai Tre "Chi l'ha visto?" (qui il filmato), e la dichiarazione della campionessa di basket della Lavezzini Parma Francesca Zara, anche lei presente al momento dell'arresto, di cui pubblichiamo un estratto (l'audio integrale è disponibile qui):

Portavo a passeggio il mio cane quando nel parco ho notato una certa confusione. Allarmata e incuriosita ho guardato: prima ho assistito a un arresto e poi ho visto un ragazzo nero, Emmanuel, a terra. Urlava, spaventato. Intorno a lui c'erano almeno 3 persone (solo poi ho capito essere agenti in borghese) che lo malmenavano. Una di loro aveva anche una pistola

Il settimanale Panorama ha dedicato questa mattina un ampio articolo sul cosiddetto "caso Bonsu", riportando alcuni estratti dal rapporto rilasciato dall'agente scelto Pasquale F., 30 anni, al suo comandante il 2 ottobre sui fatti accaduti qualche giorno prima:

Dato il modo energico e violento di divincolarsi non posso escludere di aver urtato involontariamente al volto Emmanuel Bonsu durante la collisione con lo stesso



Gli stessi agenti protagonisti dell'episodio hanno inoltre deciso di incontrare tutti insieme la redazione di Panorama, dove hanno raccontato la loro versione dei fatti respingendo l'accusa di essere picchiatori e razzisti. Così scrive il settimanale:

A vederli tutti insieme, questi vigili non assomigliano alla locandina degli Intoccabili. L’incontro sembra una terapia di gruppo e i più loquaci sono Andrea S., zazzera spettinata e maglione azzurro, e Stefania S., ispettrice, la veterana della squadra con 15 anni di servizio. Quel lunedì guidava l’operazione antidroga, “la seconda degli ultimi mesi”. Ma il ragazzo nella denuncia non se la prende con lei. Cita tre uomini: uno sarebbe alto 1,65, occhiali da vista con montatura rotonda, 30-40 anni, pizzo; un altro avrebbe 26-27 anni e quella sera avrebbe indossato pantaloni e giubbotto di jeans; un terzo, 30-35 anni, viene descritto come robusto e palestrato. Al magistrato il compito di identificarli. I vigili sotto osservazione hanno tutti i capelli corti, qualcuno ha il pizzetto e un paio il fisico di chi passa qualche ora in palestra. Niente di eccezionale. A vista nessun tatuaggio.

Non siamo certo vicini alla verità, ma le varie voci iniziano a farsi sentire consentendo di delineare i ruoli in questa vicenda. E mentre il comandante dei vigili in via di insediamento, Giovanni Maria Jacobazzi sottolinea che "se si è verificato qualche errore è stato fatto in buona fede. Se però i fatti denunciati dal ragazzo e confermati da alcuni testimoni sono successi davvero, qualcuno dovrà risponderne. Per me sono inaccettabili", l'ex comandante della Municipale Emma Monguidi risponde così ad un confronto con Emmanuel Bonsu, dove continua a ribadire che l'occhio nero è stato causa di una caduta.

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