Violenza sessuale su minori, il fondatore dei Modà Paolo Bovi sceglie il rito abbreviato

L’uomo ha scelto di essere processato con rito abbreviato, beneficiando dello sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

Paolo Bovi, l’ex tastierista e fondatore dei Modà in carcere dal gennaio scorso con la pesante accusa di abusi sessuali ai danni di minori, ha scelto di essere processato con rito abbreviato, assicurandosi così lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

Le accuse che vengono contestate all’uomo arrivano da quattro ragazzini - di un’età compresa tra i 13 e i 16 anni al momento dei fatti - che frequentavano la parrocchia dell’hinterland milanese in cui Bovi faceva l’educatore e l’animatore. Le violenze sarebbero avvenute nel 2011, ma denunciate solo due anni dopo quando i genitori di una delle presunte vittime ha deciso di capire perchè suo figlio aveva improvvisamente cambiato carattere.

Da lì sono emerse anche altre giovani vittime e da lì si è arrivati all’arresto di Bovi, posto ai domiciliari nel gennaio 2014. Poche settimane dopo, però, per l’uomo si sono aperte le porte del carcere: si era liberato del braccialetto elettronico e aveva tentato il suicidio collegando una canna di gomma al tubo di scappamento della sua automobile.

In quell’occasione, dopo le cure del caso, Bovi era stato condotto in carcere. Ora il processo è sempre più vicino: la data di inizio non è stata ancora fissata, ma sarà soltanto questione di giorni prima che si sappia qualcosa in più.

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Foto | Facebook

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