Condannato a morte scagionato dal dna dopo 31 anni di carcere

Henry McCollum e suo fratello Leo Brown sono finalmente liberi, dopo essere stati detenuti per oltre tre decenni in seguito a un clamoroso errore giudiziario

Henry Lee McCollum è libero e, come lui, il suo fratellastro Leo Brown. Liberi dopo 31 anni di carcere scontati per un delitto mai commesso. Nel 1983 furono condannati per l’omicidio di una bambina di 11 anni, Sabrina Buie, trovata morta in un campo del North Carolina.

Sotto la pressione degli inquirenti, Henry e Leo avevano firmato una confessione nella quale dichiaravano di avere ucciso la ragazzina, convinti che con quella deposizione sarebbero potuti andare a casa. Per entrambi – disabili mentali con un Qi di 51 rispetto alla media di 100 – si aprirono le porte del carcere. All’epoca avevano 19 e 15 anni e il fratello maggiorenne era stato condannato a morte.

Sono trascorsi oltre tre decenni, prima che arrivasse il giorno tanto atteso: ieri mattina alle 09:42 le porte della prigione si sono aperte ed entrambi sono andati a prendersi quella libertà ingiustamente negata per 31 anni. Perché non vi era alcun legame fra le due vittime della malagiustizia americana e l’uccisione di Sabrina Buie.

La prova che ha aperto le porte del carcere è stato un mozzicone di sigaretta trovato sul luogo del delitto e analizzato grazie a una mozione che era stata accolta nel 2003. Per anni gli avvocati di McCollum e Brown hanno presentato appelli e richieste di indagini supplementari fino allo scagionamento avvenuto ieri. L’analisi del dna (avvenuta nel 2010 e alla quale è seguita una lunga trafila) ha dimostrato l’innocenza e ha indicato in Roscoe Artis, un ergastolano incarcerato per uno stupro e un omicidio avvenuti un mese dopo con la stessa dinamica dell’uccisione di Sabrina Buie.

Roscoe Artis viveva a un isolato dal luogo in cui fu uccisa la ragazzina, ma ci sono voluti oltre trent’anni perché le tessere del puzzle investigativo potessero ricomporsi. Ora Henry ha 50 anni e la voglia di ricominciare a vivere, “voglio imparare a usare Internet e il cellulare” ha detto.

È terribile che il nostro sistema giudiziario permetta che due ragazzini disabili vadano in prigione per un crimine che non hanno commesso. Negli anni Henry ha visto decine di persone portate via per l’esecuzione. Era così sconvolto che lo hanno dovuto mettere in isolamento. È impossibile spiegare cosa hanno passato questi uomini e quanto hanno perso,

ha dichiarato Ken Rose, l’avvocato che li ha seguiti per vent’anni.

CHILE-JAIL-EVANGELISTS

Via | Guardian

  • shares
  • Mail