Jesi, semina il panico con un machete. Arrestato

Un giovane è stato bloccato da polizia e carabinieri dopo un lungo inseguimento per le vie del centro di Jesi, ferito il comandante dell'Arma

Si parla già di "nuovo caso Kabobo", ma quanto avvenuto ieri sera a Jesi ha avuto un epilogo fortunatamente diverso dai fatti milanesi di diversi mesi fa: armato di due machete, un giovane africano (la cui identità e nazionalità sono ancora tenute riservate), ha seminato il panico per le strade di Jesi, in provincia di Ancona.

Il giovane è stato identificato come O.P. di 26 anni, pluripregiudicato (anche per resistenza a pubblico ufficiale) e disoccupato, già arrestato la scorsa settimana.

Per oltre un’ora, tra le 19,30 e le 21, il giovane, vestito con canotta verde e pantaloni bianchi, si aggirava nella zona di Porta Valle, a ridosso delle mura storiche della città, minacciando di decapitare i passanti con due machete.

L'uomo si sarebbe impadronito dei coltelli dopo avere sfondato la vetrina di un'armeria nella galleria commerciale del Torrione, proprio a ridosso della mura storiche di Jesi nel quartiere di Porta Valle: è stato infine arrestato da carabinieri e polizia, ma solo dopo momenti di grande tensione ed in seguito ad un inseguimento agenti di polizia, carabinieri e polizia municipale, alcuni armati di bastoni.

Il giovane è inizialmente riuscito a fuggire per poi barricarsi nella chiesa di San Pietro da dove poi è uscito prima di essere definitivamente fermato; secondo le ricostruzioni dei quotidiani locali sarebbero stati esplosi anche quattro-cinque colpi in aria. Si registra un solo ferito, il comandante della locale Compagnia carabinieri, capitano Mauro Epifani, raggiunto di striscio al fianco sinistro, subito prima di riuscire a bloccare e arrestare l’uomo (anch'esso lievemente ferito).

Foto | Twitter

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