Roma: uccide a coltellate la madre affetta da schizofrenia

omicidio_bocceaUn omicidio commesso forse in preda ad un raptus, quello avvenuto ieri notte a Roma, in un appartamento al civico 120 di via Boccea.

Raffaele Tesi, 30 anni, spostato e con un figlio, ieri sera si è recato a far visita alla madre, che viveva con sua sorella e il padre anziano, ha aspettato che la donna si addormentasse, poi l’ha uccisa colpendola ripetutamente alla gola con un coltello da cucina.

Poi ha chiamato la polizia e ha confessato il reato, spiegando che la donna, Paola Tesi, 50enne, soffriva di schizofrenia e da poco le era stato diagnosticato un tumore: l'avrebbe quindi uccisa prima che il tumore la portasse via tra mille sofferenze.

Secondo quanto riferito fin'ora dagli investigatori, la donna soffriva realmente di una forma di schizofrenia ma non è ancora stato accertata la presenza o meno di un tumore nella sua fase terminale.

Il matricida si era trasferito qualche anno fa, dopo il matrimonio, e secondo quanto raccontato dagli abitanti della palazzina di via Boccea, ogni tanto si recava a trovare sua madre.

Del caso si stanno occupando gli agenti del commissariato Aurelio e gli investigatori della squadra mobile di Roma, che stanno raccogliendo le testimonianze dei familiari della vittima e dell’omicida, cercando di ricostruire un quadro chiaro della situazione.

La dichiarazione rilasciata da una vicina di casa al quotidiano Il Messaggero, ci fornisce ulteriori dettagli sulla vittima e sulle sue condizioni:

Paola aveva problemi psichici e viveva su una sedia a rotelle, aveva un passato come tossicodipendente assieme al compagno, con il quale aveva avuto una relazione, dal quale era nato Raffaele. Ultimamente le sue condizioni di salute si erano aggravate a causa di un tumore.

Nel primo pomeriggio di oggi anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha rilasciato una dichiarazione sulla vicenda:

Un evento tragico che coinvolge tutta la nostra città, un dramma della solitudine che dobbiamo combattere con una maggiore coesione sociale e potenziando tutte le strutture di accoglienza e solidarietà in particolare quelle dedicate al disagio mentale

Attendiamo quindi il corso delle indagini per avere un

Foto | IlMessaggero

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