Calisto Tanzi e Parmalat: le banche sapevano dell'imminente crack?

Ieri vi avevamo chiesto se fosse giusta la condanna richiesta, i tredici anni, per il crack Parmalat. In netta maggioranza, nel sondaggino comunque privo di valore statistico, gli utenti che vogliono una punizione esemplare per l'ex patron del gruppo di Collecchio.

Oggi c'è un pezzo interessante sul Sole24Ore che però spiega dei punti interessanti e poco esplorati riguardo a questo fallimento entrato nella storia della bancarotta.

In sintesi: la Parmalat è fallita perchè a fine 2003, avrebbe dovuto rimborsare agli investitori qualcosa come 150 milioni di euro di bond. Non aveva un centesimo però, per cui era andata a chiedere alle banche, le stesse che fino al giorno prima avevano piazzato le loro obbligazioni, questi centicinquantamilioncini di euro. E le banche, rispondendo picche, l'hanno condannata al fallimento. Le avevano risposto picche perchè sapevano della situazione finanziaria del gruppo.

Se sapevano della situazione finanziaria del gruppo, perchè continuavano a piazzare le loro obbligazioni? Perchè sono banche: non possono essere buone

Può darsi che le banche cominciassero a guardare con sospetto ai 4 miliardi cash che Parmalat teneva inspiegabilmente appostati in una finanziaria delle Cayman : la Bonlat. Che un gruppo all'apparenza così liquido continuasse a stampare obbligazioni e a pagare interessi più alti di quelli di mercato era oggettivamente un controsenso.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: