Caso Roberto Berardi, Luigi Manconi presenta un nuovo esposto alla procura di Roma

Il senatore del PD presenta un esposto al procuratore generale Pignatone

Lo aveva anticipato in una lunga intervista al magazine Vita il senatore Luigi Manconi: oggi ha presentato un esposto alla procura di Roma, al procuratore generale Giuseppe Pignatone, nel quale denuncia le continue torture subite in carcere dall'imprenditore pontino Roberto Berardi.

A dare la notizia è stato lo stesso Manconi su Facebook:

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"Roberto Berardi è in prigione come ritorsione per avere scoperto i traffici illeciti del socio Teodorin Obiang, sottoposto a procedimenti in California e Francia. Nel carcere di Bata Berardi si trova in isolamento da otto mesi senza provvedimento motivato ed ha subito torture e violenze, tutte documentate, che hanno contribuito a determinare gravi patologie che mettono ora in serio pericolo la sua vita: l'altro ieri un testimone del procedimento californiano, Alessandro Corbara, è morto in Guinea Equatoriale in circostanze sospette, il che fa ulteriormente temere che Berardi si trovi in gravissimo pericolo in quanto egli stesso è un testimone sgradito a Teodorin. Chiedo che la Procura della Repubblica di Roma voglia individuare i responsabili e punirli adoperando tutti gli strumenti di indagine necessari, eventualmente anche a mezzo rogatoria."

La morte di Alessandro Corbara è, per il momento, avvolta in una piccola nube di mistero: Corbara faceva l'architetto, lavorò in passato con Berardi e era uno dei teste principali nel processo californiano a danno di Teodorin Obiang Nguema Mangue, il "Principe di Malabo", accusato di riciclaggio di denaro provente da attività illecite.

Il timore è che il regime degli Obiang stia uccidendo, lentamente e senza fretta, anche Roberto Berardi.

La cleptocrazia più sanguinaria del pianeta, è il sospetto, sta facendo terra bruciata attorno a Berardi, che Human Rights Watch definisce "il prigioniero personale del figlio del Presidente".

Corbara fu il primo a testimoniare in Italia all'ambasciata americana per il processo che si svolge negli Stati Uniti contro Teodorin ed era anche uno dei test chiave nello stesso: nonostante questo aveva deciso di restare in Guinea per via della moglie, equatoguineana, nonostante i pericoli. E' morto in un incidente d'auto domenica vicino Malabo.

Il caso di Igor Celotti

E' il secondo imprenditore morto in Guinea in circostanze misteriose: già Igor Celotti, imprenditore triestino, morì carbonizzato in seguito ad un incidente aereo il 21 giugno 2007 ma nonostante le due esumazioni del corpo e le numerose analisi effettuate resta un alone di mistero sulla sua morte. Anche Celotti era in affari con la famiglia Obiang, cannibalizzava appalti edili per la costruzione di palazzi, ponti e strade.

Si legge su La Stampa del 20 agosto 2008:

"[...] l’uomo sarebbe stato vittima di un raggiro che ha come protagonista Juan Cruz Manzano, il pilota sparito: «Manzano aveva una procura generale sui conti esteri di Celotti che nessuna indagine ha bloccato». Ma c’è parla di un complotto da parte del governo equatoguineano. Lo sostiene un ex agente dei servizi segreti dello Stato africano e amico di Celotti (che chiede di essere chiamato «Santiago Ndong»): «Celotti versava molti soldi dei ricavi degli appalti pubblici ai membri del governo, ma finanziava anche l’opposizione. Il presidente e il suo governo hanno cominciato a sospettare di lui. Perché, oggi, la famiglia del presidente controlla il 45% della Guinea General Works?

Un uomo d’affari italiano che lavorava con l’imprenditore friulano, sostiene che Celotti avesse lucrose attività in Gabon, in Austria e Romania e in Medio Oriente e gestisse i propri affari attraverso società-fantasma, tra cui la Rangerbourg Panama, con la quale sarebbe entrato in possesso, grazie a una falsa cessione notarile, della società GW Guinea Ecuatorial, sottraendola al proprietario Giulio Cistaro. Sulla vicenda è aperta una disputa legale.

Il restante 55% della società, gestita oggi in Guinea da Gimmy Ricci, affarista che in Italia ha avuto guai con la giustizia, sarebbe in mano alla famiglia dell’imprenditore scomparso. Sempre secondo questa fonte, non sarebbe stato esaminato il dna sul corpo dell’imprenditore perché non richiesto dai parenti. Un portavoce della famiglia di Celotti non ha rilasciato dichiarazioni."

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