Napoli: rapinatore ucciso da un colpo sparato da un carabiniere

Il colpo di pistola che ha ucciso Antonio Mannalà è stato esploso accidentalmente secondo quanto riferito dagli stessi militari.

20:45. Il carabiniere che ha colpito alla schiena e ucciso il rapinatore Antonio Mannalà durante un inseguimento è indagato per omicidio colposo. Il colpo sarebbe partito accidentalmente dalla pistola d'ordinanza del militare durante l'arresto. La vittima lascia la moglie e tre figli.

Aggiornamento 15:03. Uno dei due complici della vittima Antonio Mannalà, Domenico Gallo, di 25 anni, è stato arrestato, mentre il terzo rapinatore è riuscito, almeno finora, a far perdere le proprie tracce. Gallo ha precedenti penali per furto e ricettazione.

Aveva 26 anni Antonio Mannalà, il rapinatore ucciso la scorsa notte dai carabinieri a Cardito, nel napoletano, dopo che insieme a dei complici aveva rubato un'auto a Casalnuovo.

Il giovane era residente ad Afragola (Napoli). In base a una prima ricostruzione dei fatti, riportata dall'Ansa, Mannalà sarebbe stato raggiunto alla schiena da un colpo di pistola sparato da un carabiniere che dopo averlo inseguito gli aveva intimato di fermarsi e mettersi sdraiato, con la faccia a terra.

Secondo la versione fornita dalla stessa Arma dei carabinieri il colpo mortale sarebbe partito accidentalmente dalla pistola d'ordinanza del militare, ma come sia potuto accadere in dettaglio non viene spiegato.

Viene invece ben spiegato dagli stessi militari che la vittima insieme ad altre due persone aveva sottratto l'auto, una Renault Clio, a una coppia di ventenni. Uno dei complici di Mannalà era armato e avrebbe puntato la pistola al viso della ragazza per costringere lei e il fidanzato a scendere dalla vettura. Uno dei malviventi prima di fuggire avrebbe anche palpeggiato la giovane.

Mannalà era noto alle forze dell'ordine per violazione della legge sugli stupefacenti, contrabbando di sigarette ed evasione dagli arresti domiciliari. La procura della Repubblica di Napoli Nord ha aperto un fascicolo sul delitto; gli inquirenti presto prenderanno visione dei filmati delle telecamere di video-sorveglianza installate lungo corso Italia a Cardito.


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(in aggiornamento)

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