Incipit noir - Genia

Ha rotto lo specchio dell'armadio con il calcio della pistola. Lo ha fatto tenendo gli occhi chiusi. Dentro il riproduttore cd, in soggiorno, ha inserito un pezzo dei Rolling Stones, in onore dei bei tempi andati. La canzone s'intitola "Angie". E inizia con la chitarra acustica che arpeggia. Poi entra la voce.

Quel nome ripetuto: Angie! è un grido rauco e disperato, intenso come una preghiera. Si sente cogliere da un brivido. Sa che quella canzone a lei piacerà.

In bagno trova un rasoio a manico. Apre il rubinetto del lavabo al massimo, lascia scorrere l'acqua calda. Vapori biancastri si sollevano leggeri nell'aria. Il gorgoglio dell'acqua nello scarico sembra il verso di un animale agonizzante. Recupera dal taschino il piccolo registratore Sony e lo posa sulla mensola, poi si toglie la camicia e la butta a terra, è schizzata di sangue sul davanti e la dovrà cambiare. Resta a torso nudo. La stella d'argento agganciata alla catena che tiene appesa al collo coglie un lampo di luce.

Genia - Gianfranco Nerozzi (Dario Flaccovio ed.). Un ospedale psichiatrico è il palcoscenico di una strana scoperta: durante un esperimento la mente di uno dei pazienti psicopatici racconta la storia di un atterraggio di meteoriti. Una storia che sembra aver niente a che fare con la follia omicida che si sta scatenando nel mondo fuori dall'ospedale. Ma c'è qualcosa di strano... tutto sembra ricondurre ad un vangelo apocrifo, che narra della genia dei Lamenti, i demoni portatori di dolore...

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