Omicidio Melania Rea, pena ridotta a 20 anni per Salvatore Parolisi

La sentenza è arrivata: Salvatore Parolisi deve scontare 20 anni di carcere per l'omicidio di Melania Rea. La decisione è arrivata oggi dopo la sentenza della Corte di Cassazione.


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27 maggio 2015 - Salvatore Parolisi deve scontare 20 anni di carcere per l’omicidio della moglie Melania Rea. Lo hanno deciso oggi, dopo una camera di consiglio lampo, i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Perugia dopo la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione nel febbraio scorso.

I giudici della Cassazione, pur confermando la responsabilità del delitto, avevano escluso l’aggravante della crudeltà e la sentenza emessa oggi tiene conto proprio di quell’alleggerimento dell’accusa. I difensori dell’uomo, Nicodemo Gentile e Valter Biscotti, avevano chiesto anche la concessione delle attenuanti generiche, auspicando una pena inferiore ai 20 anni di carcere:

Ci sono tutti gli elementi per concedergli le attenuanti generiche come il fatto che sia un giovane, incensurato e militare irreprensibile.

Al contrario, il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola si è era espresso contro le attenuanti generiche e, a giudicare dalla sentenza, i giudici hanno deciso di seguire quella linea.

Omicidio Melania Rea, per la Cassazione non ci fu premeditazione

24 febbraio - Non ci sarebbe stata premeditazione nell’omicidio di Melania Rea avvenuto il 18 aprile 2011 a Civitella del Tronto. Salvatore Parolisi avrebbe agito in preda a “un’esplosione d’ira” durante un litigio fra i due, causato dalla “conclamata infedeltà coniugale” dell’uomo. È questo quanto emerge dalle motivazioni della condanna di Parolisi che, secondo i Supremi giudici avrebbe ucciso “in termini di occasionalità”. Secondo la giuria le 367 coltellate inflitte alla moglie indicano un “dolo d’impeto”, ma la “mera reiterazione dei colpi (pur consistente) non può essere ritenuta” come un’aggravante di crudeltà, con conseguente incremento della pena. Non è da escludere che Parolisi, quando verrà ricalcolata la pena, possa ottenere delle attenuanti in seguito all’eliminazione dell’aggravante della crudeltà.

11 febbraio 2015 - La Corte di Cassazione ha deciso. Salvatore Parolisi è colpevole dell’omicidio della moglie Melania Rea, ma la pena che gli è stata inflitta deve essere rivista.

L’uomo è stato condannato in primo e secondo grado a 30 anni di carcere, ma ora, su ordine dei giudici della Cassazione che hanno annullato l’aggravante della crudeltà, quella pena verrà ridotta. Per questo, però, sarà necessario un nuovo procedimento atto esclusivamente a rideterminazione la pena: il ruolo di Parolisi non verrà rimesso in discussione.

Il ricorso che i legali dell’uomo - gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile - avevano presentato chiedeva l’annullamento della sentenza di condanna, mentre l’accusa chiedeva invece che venisse confermata in toto la sentenza emessa il 30 settembre 2013 dalla Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila.

La decisione della Cassazione è stata accolta positivamente dalla difesa di Parolisi. L’avvocato Biscotti, dopo la lettura del dispositivo, ha così commentato:

Siamo soddisfatti, la condanna a 30 anni non esiste più.

Reazione diversa, invece, per la famiglia della giovane vittime. Michele Rea, fratello di Melania, ha dichiarato:

Non c’è da essere contenti questa sera, ma è stata però acclarata una cosa importante: è stato Salvatore ad aver trucidato Melania e ad aver reso orfana Vittoria. Adesso per altri 14-16 anni almeno Salvatore rimarrà in carcere.

La data del nuovo procedimento non è ancora stata fissata.

Omicidio Melania Rea: Parolisi in Cassazione dal 10 febbraio 2015

Si riapriranno il 10 febbraio del prossimo anno le porte del tribunale per Salvatore Parolisi, già condannato in Appello a 30 anni di carcere (fu ergastolo in primo grado) per l’omicidio della moglie per l’omicidio della moglie Melania Rea, uccisa il 18 aprile 2010 nel bosco delle casermette di Ripe di Civitella (TE).

E’ stata finalmente fissata la data dell’inizio del terzo e ultimo grado di giudizio, la Corte di Cassazione, che proprio dal 10 febbraio 2015 dovrà esprimersi sul caso di Parolisi mentre la sua difesa sta già preparando una nuova memoria difensiva che potrebbe aggiungere nuovi elementi alla vicenda. La conferma è arrivata da Valter Biscotti, nel pool di avvocati che difende l’imputato:

Confermo che il 10 febbraio prossimo si terrà l’udienza in Cassazione voglio sottolineare che insieme agli avvocati Gentile, Madia e Benguardato, stiamo lavorando ad una nuova memoria difensiva che non escludiamo di poter presentare entro il termine.

Biscotti non si è lasciato scappare nulla, ma ha anticipato che c’è molta fiducia sul fatto che si riuscirà a provare l’innocenza di Parolisi, in carcere ormai di mesi a Castrogno.

Nelle motivazioni della sentenza i giudici della Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila scrivevano:

Gli indizi contro Salvatore Parolisi sono gravi e consistenti, cioè resistenti alle obiezioni, e quindi attendibili e convincenti. […] Nel caso in esame la regola di giudizio va necessariamente posta in relazione con l'indubbio carattere indiziario del compendio probatorio raccolto nel giudizio di primo grado.

Parolisi Salvatore oggi sentenza

Foto © TMNews

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