Caso Matacena: a ottobre processo per Scajola e Rizzo

L’ex deputato di Forza Italia latitante a Dubai deve scontare 3 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

La richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria è stata accolta dal gip della città dello Stretto che ha deciso il processo con rito immediato per l'ex ministro Claudio Scajola e altre quattro persone nell'ambito dell'inchiesta sugli aiuti e sul favoreggiamento della latitanza dell'ex deputato forzista Amedeo Matacena, tuttora uccel di bosco in quel di Dubai.

Il processo è stato stabilito per il 22 ottobre prossimo, tra gli altri imputati lady Matacena, ovvero Chiara Rizzo, moglie dell'ex parlamentare.

Sempre la Dda ha invece stralciato la posizione dello stesso Matacena che lo ricordiamo è stato condannato in via definitiva a tre anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Giudizio con rito immediato anche per il factotum di Matacena Martino Politi e per le segretarie dell'ex deputato azzurro e dell'ex ministro dell'interno Scajola, rispettivamente Maria Grazia Fiordalisi e Roberta Sacco.

Latitanza Matacena: chiesto giudizio immediato per l'ex ministro Scajola

29 luglio 2014

Giudizio immediato per l'ex ministro degli Interni Claudio Scajola, per la moglie dell’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, Chiara Rizzo, e per Martino Politi. È quanto chiede la procura antimafia di Reggio Calabria a carico dei tre, indagati e agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sul favoreggiamento della latitanza di Amedeo Matacena, appunto l'ex parlamentare azzurro condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa tuttora riparato in quel di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, almeno secondo le ultime notizie disponibili.

L’ex ministro Scajola e la Rizzo sono accusati di avere cercato di far trasferire Matacena da Dubai a Beirut, in Libano, in quanto il Paese dei cedri veniva considerato tra quelli nei quali ottenere l'estradizione fosse più difficile (dopo il caso dell'Utri probabilmente avranno cambiato idea). Stessa accusa anche per Politi, segretario-factotum di Matacena. Inoltre tutti e tre secondo laDda reggina si sarebbero spesi per camuffare e occultare il patrimonio di Matacena per metterlo al riparo da sequestri della magistratura.

Gli inquirenti di Reggio Calabria hanno avanzato oggi richiesta di giudizio immediato al gup Barbara Bennato. Secondo quanto scrive l’ANSA l'aggravante di avere agevolato la 'ndrangheta non compare: era già stata esclusa dal gip Olga Tarzia che aveva emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere dell’8 maggio scorso a carico di Scajola e di altre 7 persone (nel video in alto Matacena parla da Dubai, intervistato dopo gli arresti). La Dda ha comunque presentato ricorso in appello al Tribunale del riesame di Reggio Calabria. L’udienza si terrà il primo ottobre dopo due rinvii per motivi tecnici.

Cludio Matacena deve scontare una sentenza definitiva a 3 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Gli altri indagati in questa inchiesta oltre a lui, sono la madre di Matacena, Raffaella De Carolis, la segretaria dell'ex politico Maria Grazia Fiordalisi, la segretaria di Scajola, Roberta Sacco, e l'ad della holding della famiglia Matacena (la Amadues) Antonio Chillemi. Le loro posizioni sarebbero state stralciate secondo la fonti "qualificata" citate dall'agenzia stampa. Il gup di Reggio ha ora cinque giorni di tempo per accogliere o rigettare le richiesta della Dda.

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