Foggia, insegnanti di sostegno finti: arrestata una donna

40enne arrestata nell'ambito dell'inchiesta "Zero in condotta"

Stampava e vendeva finti titoli di studio per 14mila euro. Questa mattina a Foggia A. M. S., 40enne originaria di Lesina, è stata fermata e condotta agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta "Zero in condotta" aperta quattro mesi fa dalla Procura.

La donna è una delle principali indagate nello scandalo dei finti insegnanti di sostegno che tramite i documenti falsi creati all'occorrenza sono riusciti a scavalcare gli aventi diritto nelle graduatorie per l’assegnazione di incarichi di supplenza. Lauree, master e abilitazioni: un mare di carta straccia è quella prodotta dall'indagata e grazie al quale i "prof. per finta" esercitavano la loro professione.

Secondo l’ufficio del Pubblico Ministero di Foggia  A. M. S, che ha agito con la stretta collaborazione del proprietario di una cartoleria, oltre all'operazione di falsificazione avrebbe offerto un ulteriore "servizio": la donna prima provvedeva anche ad aiutare i docenti nella compilazione della domanda da presentare per accedere alle graduatorie di sostegno e poi dispensava consigli sulla scelta della scuola alla quale inoltrare la richiesta. Le prestazioni (realizzate dietro pagamento e neanche poco) sembra siano servite ai 56 falsi professori che ad oggi risultano coinvolti.

Chiara l'accusa della Guarda di Finanza di Foggia al momento dell'arresto della donna: falsificazione di certificati amministrativi e truffa ai danni dello Stato per i quali è prevista, secondo l'articolo 482 del codice penale, la reclusione da tre a dieci anni.  Con l'arresto di A. M. S non si mette un punto sulla vicenda, al contrario l'indagine ha dato il via ad un'altra vasta operazione delle forze dell'ordine che stanno eseguendo provvedimenti di acquisizione documentale in diciotto scuole di diverse provincie italiane come Ancona, Bologna, Campobasso, Firenze, Foggia, Forlì, Milano, Monza, Pescara, Piacenza e Treviso.

Resta ancora da vedere se ci sono state conseguenze sui bambini disabili che in tutti questi mesi hanno dovuto avere a che fare con l'incompetenza di personale non qualificato, sicuramente privo degli strumenti necessari ad affrontate il loro disagio. Sono proprio gli studenti la parte lesa in tutta questa storia.

  • shares
  • Mail