Fabriano, anziana massacrata in casa: fermata la figlia Consuelo Galea

I sospetti degli inquirenti si stanno concentrando sulla figlia della donna, da poco trasferitasi in casa della madre.

omicidio-fabriano

14.35: è scattato in mattinata il fermo per Consuelo Galea, accusata di aver massacrato sua madre colpendola alla testa più volte con una pistola da soft-air. La donna, 41 anni, era stata dimessa appena 15 giorni fa da un Trattamento psichiatrico obbligatorio a Bologna ed era tornata a vivere con sua madre. I problemi psicologici di Galea, però, non si erano affievoliti e ieri, secondo l’ultima ricostruzione dei militari, si è accanita sulla madre fino ad ucciderla.

Ora la 41enne è ricoverata nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Senigallia, in stato di fermo, e sarà interrogata nelle prossime ore ai magistrati dopo un primo e breve interrogatorio di ieri nel corso del quale non ha fatto alcuna ammissione e si è limitata a pronunciare frasi sconnesse.

L’ipotesi d’accusa per Consuelo Galea è di omicidio aggravato dai futili motivi e dal grado di parentela. (fine aggiornamento)

Ancora un omicidio nelle Marche, a poche settimane da quello del pescivendolo Pietro Sarchiè. Stavolta siamo a Fabriano, in provincia di Ancona, dove una donna di 76 anni, Maria Bruna Brutti, è stata uccisa nella sua villetta a schiera nella zona di via Broganelli, colpita più volte con un oggetto contundente.

Il delitto sarebbe avvenuto in famiglia. In serata, poche ore dopo la scoperta del corpo della donna, gli inquirenti hanno interrogato la figlia di 43 anni, affetta da problemi psichici, con cui l’anziana era andata a vivere da qualche giorno dopo aver vissuto a lungo con l’altra figlia.

Ci sarebbero diversi elementi a carico della figlia di Maria Bruna Brutti, a cominciare dalle tracce ematiche della vittima sulle sue mani e sui vestiti, ma al momento non risultano arresti o fermi.

A lanciare l’allarme è stata l’altra figlia della vittima, quella con cui fino a pochi giorni fa la donna condivideva l’abitazione. La principale indiziata si era trasferita a Fabriano da Bologna. L’anziana, originaria della Vallesina, aveva deciso di andare a vivere con quella figlia problematica nel tentativo di aiutarla.

La convivenza era cominciata da una manciata di giorni, in casa non c’era ancora la corrente elettrice e i mobili erano appena stati consegnati. La 43enne è stato rintracciata poche ore dopo il delitto, mentre vagava in stato confusionale nei dintorni della villetta.

Le indagini e i rilievi proseguono.

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