Pesaro, abusi sulle figlie minorenni della compagna: elettricista condannato a 7 anni di carcere

L'uomo è stato processato con rito abbreviato. Ai due genitori è stata tolta la patria potestà.

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Si è concluso con una condanna a 7 anni e mezzo di carcere il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, che ha visto imputato un uomo 41 anni, originario di Bari, ma residente a Pesaro, accusato di aver violentato per anni le due figlie della sua compagna, da quando avevano appena 9 e 11 anni.

Le violenze sono emerse nel 2008, quando la più grande delle due vittime si è presentata in ospedale per abortire. Per la seconda volta. Ai medici ha raccontato di aver avuto rapporti con un ragazzo della sua età, ma la sua versione non fu giudicata credibile e il caso su segnalato alla Procura di Pesaro. La famiglia, però, nel frattempo si era trasferita in Puglia.

La svolta è arrivata nell’agosto dello scorso anno, quando la madre delle due vittime ha sorpreso il marito mentre aveva rapporti sessuali con una delle figlie durante una vacanza in campeggio. Da lì la denuncia e l’arresto dell’uomo.

A quel punto è emersa tutta la verità: gli abusi sarebbero andati avanti per diversi anni, da quando le due vittime erano ancora delle bambine. La più grande è rimasta incinta due volte, costretta ad abortire per tenere nascosta la verità.

Gli abusi, è emerso nel corso delle indagini, sarebbero avvenuti solo ai danni delle due figlie della donna. L’uomo non avrebbe mai molestato i propri figli, tre, avuti in seguito con la moglie, madre delle due vittime.

L’uomo, al termine del processo con rito abbreviato, è stato condannato a 7 anni e 6 mesi di carcere per violenza sessuale, mentre i cinque figli sono stati affidati a una comunità. Entrambi i genitori hanno perso la patria potestà.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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