Strage di Caselle Torinese, indagini chiuse: Giorgio Palmieri e Dorotea De Pippo unici indagati

Giorgio Palmieri e Dorotea De Pippo sono accusati di concorso in omicidio volontario premeditato.

La Procura di Torino ha chiuso le indagini sul triplice omicidio avvenuto il 3 gennaio scorso a Caselle Torinese, la strage in cui hanno perso la vita Emilia Dall’Orto, 93 anni, sua figlia Maria Angela Greggio e il marito Claudio Allione, di 66 e 65 anni, accoltellati a morte nel loro appartamento per motivi economici e di vendetta.

Due gli indagati, per i quali ora si procederà col rinvio a giudizio: Giorgio Palmieri, reo confesso, e sua moglie Dorotea De Pippo, ex colf della famiglia Allione, licenziata pochi giorni prima del barbaro massacro.

A tirare in ballo Dorotea De Pippo era stato Palmieri, secondo il quale fu proprio lei a chiamare Maria Angela Greggio per fissare l’appuntamento che si è poi trasformato in tragedia. La donna è stata interrogata nuovamente nei giorni scorsi dai Fabio Scevola e Roberto Sparagna e ha continuato a respingere ogni addebito:

Ho accompagnato mio marito, ma poi me ne sono andata e non sapevo che avesse intenzione di uccidere.

Per Giorgio Palmieri, però, De Pippo sarebbe stata anche l’ideatrice del piano, mossa dalla sete di vendetta nei confronti di quelli che l’avevano licenziata e al bisogno di soldi. L’uomo, nel suo interrogatorio, non ha lasciato spazio all’immaginazione:

Per uccidere ho usato un coltello a serramanico. Eravamo stati per due volte dagli Allione qualche giorno prima, ma non c'era la signora. Così non facemmo nulla perchè mia moglie aveva un forte risentimento proprio verso di lei e voleva fargliela pagare. La sera del 3 gennaio Dorotea volle assicurarsi che io portassi con me il coltello e, una volta che tornai a casa, si occupò di sbarazzarsene.

I due coniugi sono accusati di concorso in omicidio volontario premeditato.

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