Camorra, ordine di arresto per Luigi Cesaro di Forza Italia

Il deputato Luigi Cesaro è coinvolto in un'inchiesta su presunte irregolarità negli appalti alle ditte di famiglia.

16.30: la replica del diretto interessato non si è fatta attendere. Luigi Cesaro in una nota ha respinto ogni accusa e chiesto alla Camera di dare esecuzione al provvedimento, al fine di accertare la verità nel minor tempo possibile:

Grande è la mia amarezza di fronte ad un'accusa ingiusta rispetto alla quale ho più volte ribadito la mia totale estraneità. Nel contempo mi sento però sollevato perché nell'ambito di un formale procedimento avrò la possibilità di difendermi fiducioso come sempre nella capacità della magistratura di accertare la verità nel rispetto delle prerogative difensive evitando di lasciarsi irretire da facili e suggestivi teoremi. Come già anticipato chiederò che la Camera dei Deputati autorizzi rapidamente l'esecuzione del provvedimento sia perché ritengo giusto che io venga trattato come un comune cittadino, sia perché, finalmente, potrò uscire da un incubo che mi accompagna da anni.

Il gip del Tribunale di Napoli ha accolto la richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo campano e inviato alla Camera dei Deputati la richiesta di arresto nei confronti di Luigi Cesaro, ex presidente della Provincia di Napoli e ora parlamentare di Forza Italia.

La richiesta è arrivata a pochi mesi dalla conclusione delle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e dai pm Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio e Cesare Sirignano, e incentrate su una presunta turbativa d’asta e presunti legami con la camorra in relazione alla costruzione di un complesso sportivo nel comune di Lusciano, in provincia di Caserta.

Secondo quanto raccontato dal pentito Luigi Guida, ex boss del clan dei Casalesi, numerosi appalti pubblici sarebbero stati assegnati illegalmente a ditte vicine al clan con l’estromissione forzata di imprese concorrenti. Tra questi appalti ci sarebbe anche quello per la costruzione del Centro Sportivo Natatorio Polivalente, poi affidato a una ditta della famiglia Cesaro.

Nel 2004 i Cesaro si sarebbero accordati proprio con Guida, all’epoca reggente dell’ala del clan capeggiata da Francesco Bidognetti, per ottenere i lavori per quell’impianto sportivo e per alcuni progetti il Piano Insediamenti Produttivi (Pip), il piano di sviluppo finalizzato a rilanciare le aree dell’hinterland casertano.

L’accordo, sempre secondo Luigi Guida, sarebbe stato raggiunto grazie all’intermediazione di Nicola Ferraro, all’epoca dei fatti imprenditore e esponente politico dell’Udeur. La famiglia Cesaro, secondo le accuse, avrebbe corrisposto al clan una percentuale.

Ora la palla passa alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, che dovrà decidere se dare il via libera all’arresto di Cesaro.

Luigi Cesaro

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