Omicidio del vigile Niccolò Savarino: Remi Nicolic processato dal Tribunale per i minorenni

Goico Jovanovic

Remi Nicolic, il giovane nomade accusato dell'omicidio del vigile urbano Niccolò Savarino - investito ed ucciso da un SUV a Milano nel gennaio scorso - sarà giudicato con rito abbreviato dal Tribunale per i minorenni a partire dal prossimo febbraio.

Fin dal momento del suo arresto, avvenuto in Ungheria pochi giorni dopo il delitto, si è discusso sull'effettiva età del giovane: maggiorenne o minorenne? Un particolare fondamentale da cui sarebbe dipesa l'entità della condanna.

Ora una perizia disposta dai magistrati ha messo fine a quella diatriba: non è possibile accertare l'età del giovane, che potrebbe avere tra i 17 e i 20 anni, e pertanto per la legge italiana non sarà possibile procedere col tribunale ordinario.

Visto il dubbio, sarà necessario affidare il processo ad un tribunale per i minorenni. Nicolic, accusato di omicidio volontario pluriaggravato in concorso con il reato di resistenza a pubblico ufficiale, potrà così cavarsela con una pena ben più lieve di quella che avrebbe rischiato se fosse stato processato da adulto: ergastolo.

La famiglia della vittima non ci sta e sfoga tutta la sua delusione sulle pagine del Corriere Della Sera:

I fratelli Savarino citano ben tre perizie (radiografie ai polsi), effettuate in precedenza per altri reati (una del giugno 2010), che dimostrerebbero che il ragazzo era maggiorenne già a fine 2010. Sono confusi, chiedono giustizia, rifiutano i 200mila euro offerti dalla famiglia dell'imputato e si preparano ad una lunga battaglia legale.

E' interessante, a questo proposito, leggere la puntualizzazione di uno dei fratelli, Carmelo Savarino:

Mio fratello è morto per cercare di rendere migliore la vita dei milanesi. Non chiediamo un rispetto particolare per la divisa che portava, ma questa perizia che spedisce chi ha ucciso nostro fratello al tribunale dei minori non ci convince: per l'83% risulta maggiorenne e lo considera minorenne per il 17%. Questa legge che tutela i colpevoli, chiunque essi siano, non ci piace. E questa la giustizia italiana?

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