'Ndrangheta: 19 arresti a Reggio Calabria

Arrestati 19 esponenti della della 'ndrangheta calabrese. La cosca applicava la mutua assistenza nei confronti dei familiari dei detenuti affiliati.

I carabinieri dei comandi provinciali di Roma e di Reggio Calabria hanno arrestato questa mattina 19 persone appartenenti alla cosca di 'ndrangheta "Caridi-Borghetto-Zindato". I malavitosi operavano nella zona sud di Reggio Calabria. A tutti e 19 vengono contestati i reati di associazione di delinque di tipo mafioso, traffico di droga e concorso in detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco.

Non solo: la cosca applicava la mutua assistenza, attraverso la distribuzione di proventi criminali, ai familiari dei detenuti per sostenere le spese legali e di sopravvivenza. Nella vicenda, è stato accertato il ruolo centrale di una donna, madre di due soggetti al vertice dell'organizzazione, che al momento sono in carcere. La signora faceva da punto di riferimento per gli affari della cosca.

Le indagini sono state lunghe, sono durate circa due anni. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale reggino, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. L'operazione è stata chiamata "Cripto". La cosca Caridi-Borghetto-Zindato era particolarmente attiva nei quartieri di Ciccarello, Rione Modena e San Giorgio Extra di Reggio Calabria.

La settimana scorsa, era stato inferto un duro colpo alla 'ndrangheta calabrese, con l'arresto del boss Bruno Palamara, 51 anni, esponente dell'omonimo clan Palamara - Staiti. Gli investigatori erano da tempo sulle sue tracce e hanno effettuato l'arresto sull'A3, all'altezza di Sala Consilina, in direzione nord. Palamara era inserito nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi.

Arresti a Reggio C.

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