Antimafia, tensioni tra la Dia di Milano e la Dda Nazionale

La Procura nazionale antimafia accusa Ilda Boccassini ed il suo pool milanese di scarsa collaborazione. Inviati gli atti al Pg di Cassazione ed al ministro Orlando

Un porto delle nebbie. E' così che negli ultimi tempi viene descritta la procura milanese, teatro recente di uno scontro piuttosto crudo (ma sempre corretto) tra il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati ed il procuratore aggiunto Alfredo Robledo, scontro che sembra non essersi concluso.

Mancanza di trasparenza nell'assegnazione delle indagini, scarsa collaborazione tra dipartimenti, ritardi nell'assegnazione dei fascicoli, tutti elementi sottolineati da Robledo come centrali e critici, nella gestione della procura milanese.

Aspetti critici che oggi anche l'Antimafia lamenta: tra la Procura nazionale Antimafia, che ha sede a Roma, e la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, guidata proprio dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini (anch'ella tirata in ballo da Robledo nel suo esposto contro il capo Bruti Liberati) non corre buon sangue e anzi, da Roma lamentano una scarsa collaborazione del pool antimafia milanese.

Rapporti che a Roma descrivono come "critici" e "scarsamente collaborativi", problemi che si sarebbero oltremodo accentuati da quando a guidare il pool milanese dell'antimafia ci sarebbe lei, Ilda "la Rossa" Boccassini: un problema grosso, che il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di trasmettere gli atti sul caso ai titolari dell'azione disciplinare, il Pg della Cassazione e il ministro della Giustizia.

Si perchè sembra proprio che tra i campioni dell'antimafia milanese e la procura nazionale non corra buon sangue e che la fatica con cui da Milano arrivano informazioni a Roma sia anche conseguenza di rapporti poco idilliaci, e di scarsa fiducia, che corrono tra il pool milanese e l'antimafia romana. Il plenum del Csm ha così votato due delibere, trasmesse poi ai titolari dell'azione disciplinare che dovranno decidere se Boccassini sarà confermata o meno a capo del pool, una volta scaduto il mandato.

Niente di grave, di fatto, se non fosse che lo stesso Csm ha deciso di non inserire tra le motivazioni quel mancato inserimento delle informazioni da parte della Dda milanese, guidata dalla Boccassini, nella banca dati della Direzione nazionale antimafia.

D'altra parte ciò che la Procura Nazionale Antimafia lamenta alla Boccassini è lo stesso che lamentava Robledo quando espose al Csm il "suo" problema con Bruti Liberati, che in procura favoriva la Boccassini (ma c'è anche chi dice che sia la Boccassini a guidare la procura, e non Bruti). Storie di corridoi, cattiverie da toga, o cruda realtà nel porto delle nebbie di porta Vercellina?

Difficile dirlo con certezza: ciò che è certo è già Robledo lamentava scarsa collaborazione dall'Antimafia milanese, che addirittura "soffiò" al pool di Robledo (reati contro la pubblica amministrazione) il caso Ruby, misteriosamente affidato proprio a Ilda Boccassini (ufficialmente perchè quella sera era lei il magistrato di turno).

Italian prosecutor  a the Milan tribunal

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