Agguato nel reggino: bracciante ucciso a Sinopoli

Secondo gli investigatori la vittima era imparentata con membri del clan Alvaro.


    AGGIORNAMENTO 14:24. Il corpo senza vita di Francesco Antonio Alvaro è stato rinvenuto in un campo vicino al cimitero di Sinopoli. L’omicidio secondo i primi accertamenti sarebbe avvenuto sul far del giorno: Alvaro era intento a prendersi cura di alcuni animali quando gli sono stati sparati contro due colpi di fucile. Ad agire sarebbe stato un solo killer. Alvaro a giugno del 2001 si era costituito dopo aver ucciso la moglie Domenica Penna, ricoverata in ospedale a seguito di alcune crisi d'ansia. L'uomo, imparentato con presunti esponenti della cosca Alvaro di Sinopoli, non ricopriva ruoli di spicco nell'organizzazione secondo chi indaga. Le indagini dei carabinieri sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi (RC).

Agguato a Sinopoli, in provincia di Reggio Calabria, dove questa mattina Francesco Antonio Alvaro, bracciante agricolo di 39 anni, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco mentre stava accudendo degli animali in campagna. Le informazioni sono ancora frammentarie ma contro l'uomo sarebbero stati esplosi numerosi proiettili che non gli hanno lasciato scampo.

Secondo gli investigatori la vittima era imparentata con esponenti del clan di 'ndrangheta Alvaro di Sinopoli, attivo anche a Sant’Eufemia d’Aspromonte, Cosoleto, Delianuova, e con ramificazioni pure fuori dalla Calabria, a Roma (nel video in alto).

Alvaro nel 2001 era finito in manette con l'accusa di aver accoltellato a morte la moglie Domenica Penna, 23enne che si trovava ricoverata in un letto d'ospedale. Dopo un periodo di carcere l'uomo era tornato in libertà. Sull'omicidio indagano i carabinieri di Sinopoli e del comando provinciale di Reggio.

(in aggiornamento)

omicidio sinopoli

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