Emmanuel Bonsu Foster: nuovi dettagli sulla vicenda del ragazzo picchiato a Parma dalla Polizia Municipale

Ieri vi abbiamo riportato la notizia dall'aggressione subita da un ragazzo ghanese da parte di alcuni agenti della Polizia municipale di Parma che, avendolo scambiato per un pusher, l'hanno sbattuto in cella e picchiato perché non voleva ammettere un reato che non aveva commesso.

Questo, in poche righe, il racconto che il 22ene Emmanuel Bonsu Foster ha rilasciato ieri all'edizione di Parma de La Repubblica, mentre nella stessa mattinata il comune di Parma si era limitato a rilasciare una dichiarazione che non faceva alcun cenno ai fatti denunciati dal ragazzo.

Poi è arrivata la testimonianza degli agenti coinvolti che contestano parecchi dettagli della versione del ragazzo, inclusa la scritta "Emanuel negro" sulla busta con i suoi effetti personali rilasciatagli dal comune di Parma. Poi il silenzio stampa da questa mattina e la nomina di un avvocato.

Si è quindi immediatamente aperto un acceso dibattito pubblico e politico sulla sicurezza nella città e, più ampiamente, in Italia e sulla maggiore indipendenza concessa ai comuni, mentre la vittima dell'aggressione ha deciso di sporgere denuncia contro sette agenti della Polizia municipale di Parma.

Ulteriori dettagli sono emersi nelle ultime ore, ma tutti fin'ora sembrano avvalorare l'ipotesi di un'aggressione a sfondo razzista, così la procura di Parma ha aperto un'inchiesta, disponendo una visita medica per il ragazzo e l'acquisizione dei filmati delle telecamere del parco Ex Eridania, dove lunedì pomeriggio si sarebbe verificata l'aggressione.

Quando mi hanno preso mi hanno puntato la pistola in faccia mettendomi anche un ginocchio sul volto. Hanno iniziato a picchiarmi e mi hanno chiesto se avevo i documenti. Io gli ho detto che li avevo nello zaino in classe, ma loro mi hanno cacciato dentro l'automobile ed hanno continuato a picchiarmi e a insultarmi. Una volta in caserma mi hanno obbligato a spogliarmi e mi hanno fatto firmare delle carte

Il ragazzo chiede giustizia per quanto accaduto e invita le autorità a controllare i video delle telecamere di sicurezza della zona e a fare una perizia calligrafica sulla busta, sicuro della sua innocenza.

Nel frattempo l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali rivela che Parma è al terzo posto in Emilia Romagna per discriminazioni razziali, mettendo in evidenza ben 53 casi rilevati in tutta la regione dal dicembre 2004 ad aprile 2007. Non si tratta quindi di un caso isolato e questa volta non può venir considerato un incidente.

Alla luce dei fatti si sta mobilitando anche l'Ufficio antidiscriminazioni del ministero delle Pari opportunità, mentre per domani la Cgil ha organizzato un presidio in piazza Garibaldi che vedrà presenti anche Emergency, Cisl, Udu e Arci.

Per l'intera ricostruzione della vicenda e le testimonianze di entrambe le parti vi rimando al link della Repubblica di Parma, che per prima ha trattato la vicenda.

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