Show a luci rosse online: due 16enni adescate, tra i condannati anche una donna

Due studentesse di Bologna, di 16 anni, adescate su Facebook diventano attrici hard. Condannati i tre sfruttatori, tra cui una ragazza di 24 anni.

"Se vi mostrare nude in alcuni filmini, avrete una bella sommetta". E' partito così l'adescamento ai danni di due studentesse di 16 anni di Bologna che, spinte forse dalla curiosità o dalla voglia di fare soldi, hanno accettato. L'episodio risale al 2011, tre anni dopo sono arrivate le condanne ai danni di tre persone: un 37enne di Lugo, un 44enne anche lui di Lugo e una studentessa di 24 anni di Faenza.

I due uomini - entrambi disoccupati - sono stati condannati, con rito abbreviato, a 3 anni e 4 mesi e a 2 danni; la ragazza ha patteggiato un anno di pena. Tutti e tre sono accusati di sfruttamento e avviamento alla prostituzione. Il primo contatto con le due vittime è arrivato via Facebook con la promessa di soldi facili e, perché no, pure notorietà.

Le due 16enni, che studiano a Bologna, accettano di incontrare i tre manager del porno. Si vedono in un bar della provincia e qui vengono informate dettagliatamente su cosa devono fare: spogliarsi completamente. Le loro foto e i loro video finiranno sul sito www.camdalvivo.com. Inizia così la loro avventura. Il set a luci rosse è la casa di uno de i tre condannati. Questi svolge il ruolo di regista, indicando alle ragazze le pose da assumere e gli atti sessuali da compiere in diretta per compiacere gli utenti online.

Non solo: le due minori vengono iscritte al sito e sono sempre i tre manager a promuoverne l'immagine. Vengono così creati dei profili civetta su Badoo per attirare l'attenzione dei guardoni. Per guardare, però, bisogna acquistare un 'gettone'. Insomma, è un business vero e proprio. Gli altri due soggetti implicati nella vicenda hanno il compito di rassicurare le 16enni che tutto andrà bene. La studentessa si occupa di fare da 'insegnante'. Il tutto va avanti fino a novembre 2011. Tra le performance, c'è anche un video in cui una delle due 'attrici' fa sesso con il fidanzato appena diventato maggiorenne e rinviato a giudizio. Mentre l'amica li riprende.

La vicenda sarebbe potuta durare anni se la mamma di una delle due sedicenni non avesse ascoltato per caso una conversazione telefonica in cui la figlia parla di come è facile fare soldi semplicemente mostrandosi online. Preoccupata, si fa raccontare i dettagli e va subito alla polizia a fare denuncia. Gli agenti perquisiscono le case degli indagati, setacciano il sito, intercettano altre conversazioni tra le ragazzine e gli sfruttatori. Trovano due video. Il resto è cronaca recente.

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