Parma: studente ghanese scambiato per pusher, pestato dalla polizia municipale

Emmanuel Bonsu

Scambiato per uno spacciatore, portato con forza in caserma, sbattuto in cella e picchiato, come potete vedere dall'immagine qui sopra, perché si rifiutava di ammettere il reato che non aveva commesso.

La terribile vicenda è accaduta a Parma ed è stata riportata in esclusiva questa mattina dall'edizione locale de La Repubblica, supportata da una serie di foto e da un video in cui il protagonista racconta quanto accaduto.

La vittima è il 22enne Emmanuel Bonsu Foster, originario del Ghana e regolare in Italia, che secondo quanto riportato dal quotidiano nazionale è stato fermato ieri alle 18.25 di fronte al parco ex Eridania.

L'hanno fermato all'uscita da scuola, braccato, pestato: un piede sopra alla testa, le manette e poi le botte, anche all'interno della macchina di servizio. Sette agenti della polizia municipale di Parma – questa la denuncia fatta in mattinata ai carabinieri del Comando locale – hanno aggredito alle 18,25 di ieri al parco cittadino ex Eridania Bonsu Emmanuel Foster, giovane studente ghanese di 22 anni – riducendolo con un occhio nero, una gamba malmessa (il ragazzo zoppica) e diverse lesioni, come testimonia il referto ospedaliero.



e ancora

Portato al comando della polizia municipale il giovane è stato fatto spogliare, perquisito e sbattuto in cella. Il giovane racconta di essere stato insultato: insulti razzisti. Gli è stato negato il permesso di telefonare a casa: solo alle 23 è arrivato il padre dello studente. Senza spiegazioni plausibile davanti a quell'occhio nero "mi hanno detto che era caduto ed era stato fermato perché non voleva dare le sue generalità" ha detto il padre, il giovane è stato rilasciato. E la polizia ha consegnato alla famiglia Bonsu una busta del Comune di Parma contenente i verbali con scritto sopra: "Emmanuel negro". Solo oggi la famiglia ha sporto denuncia e chiede, insieme alla comunità ghanese, scuse ufficiali e spiegazioni.

Segue un dettagliato racconto della vicenda, durata un'intera nottata, al termine della quale il ragazzo è stato rilasciato

Il papà di Emanuell, Alex Osei, metalmeccanico, in Italia dal '95, arriva al comando alle 23 insieme alla moglie Paulina. "Mi hanno detto che mio figlio era stato fermato perché era vicino ad uno spacciatore ma lui non ha voluto mostrare i documenti. Così l'hanno inseguito, dato che era scappato, e caricato in auto". Poi il padre, sotto choc appena vede il figlio, chiede agli agenti del comando: "Ma perché è ridotto così?. La risposta della municipale "è stata perché è caduto. Ma un occhio nero non te lo fai cadendo. Così io ho chiesto a mio figlio se era stato pestato. Lui ha detto solo sì". Il padre si infuria, chiede spiegazioni. "Ma quando ho alzato la voce e pronunciato la parola abuso mi hanno fatto il gesto con le mani di uscire. Mi hanno detto "Vai via". Ci hanno buttato fuori tutti". All'uscita, intorno alle 23, 15, nelle mani del padre, viene consegnata una busta con lo stemma del Comune di Parma: contiene i verbali e sopra c'è scritto "Emmanuel negro".

Qui potete leggere l'articolo per intero e ascoltare il racconto di Emmanuel di questa triste storia di razzismo e abuso di potere capita proprio nel momento in cui l'opinione pubblica si sta interrogando su queste tematiche.

Una brutta vicenda che lascia parecchi dubbi sul maggior potere ai comuni di cui si è tanto discusso nei giorni scorsi, un caso di razzismo nell'Italia del 2008 che finirà con una denuncia e una giusta richiesta di giustizia, ma quello che fa ancor più rabbia è la dichiarazione rilasciata dal Comune di Parma questa mattina, che non fa alcun accenno alla vicenda e loda gli agenti della Polizia Municipale per la professionalità, il risultato e la correttezza.

foto | Repubblica

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