Sparatoria a Castelvolturno, due ivoriani gambizzati: "Non siamo ladri, ma ci odiano"

Due ivoriani feriti da un italiano a colpi di pistola a Castelvolturno, gli amici degli immigrati in rivolta bruciano auto e una casa.

Uno dei due ivoriani feriti ha parlato con i rappresentanti del Centro Sociale Ex Canapificio, che si occupa dell'inclusione dei migranti nella zona, e ha raccontato che era in bicicletta a Pescopagano e aveva una bombola sulle spalle, all'improvviso gli si è affiancato un vigilante con l'auto, era Cesare Cipriano e gli ha chiesto dove avesse preso la bombola, se l'avesse rubata. L'ivoriano ha risposto che era sua e non era rubata, ma il ragazzo lo ha aggredito. In suo soccorso è intervenuto un suo connazionale che passava di lì e ha cercato di aiutarlo, hanno cominciato a litigare e poi a prendersi a schiaffi, a un certo punto sembrava che la lite fosse finita, invece Cipriano è tornato con il padre Pasquale, armati di pistola e hanno sparato.

Cesare Cipriano, invece, agli investigatori ha detto che suo padre, che ha numerosi precedenti penali ed è lui che ha sparato, si è avvicinato ai due ivoriano perché temeva che avessero commesso un furto.

Sparatoria a Castelvolturno: due immigrati gambizzati, scoppia la rivolta


Sparatoria a Castelvolturno, nel Casertano, tra italiani e immigrati. Due ivoriani sono stati gambizzati a colpo di pistola, in località Pescopagano, dopo una rissa. L'episodio ha dato il la a una vera e propria rivolta da parte degli immigrati, che hanno dato fuoco a una casa e a cinque macchine. I carabinieri e i poliziotti, accorsi sul posto, hanno fermato padre e figlio - entrambi italiani.

Dopo un paio d'ore di confusione, nella zona è tornata la calma. Secondo una prima ricostruzione, i due cittadini ivoriani (di 30 e 37 anni) erano in bicicletta quando sono stati feriti alle gambe da un italiano residente in zona, che sarebbe intervenuto per difendere il padre, un vigilante privato. L'italiano ha raccontato agli investigatori che il padre si era avvicinato ai due africani per chiedere se il pacco che avevano in mano l'avessero rubato. Frase che ha scatenato il litigio, a pochi metri dalla sede di un'agenzia di vigilanza privata.

Le due vittime non hanno confermato questa versione dei fatti. Pare che il vigilante privato conoscesse i due ivoriani e che, con loro, in passato avesse già avuto delle liti. I due feriti sono stati ricoverati in ospedale alla clinica Pineta Grande di Castelvolturno, ma non sarebbero in pericolo di vita. Come detto, il ferimento ha poi portato gli immigrati della zona a scendere in strada danneggiando le auto e una casa.

In uno dei mezzi colpiti è anche esplosa una bombola a gas. E' stato dato alle fiamme pure il primo piano di una villa a schiera, adiacente all'abitazione dell'aggressore, che era in realtà il vero obiettivo dei manifestanti. Le scene di ieri sera hanno ricordato la rivolta scoppiata nel 2008, dopo che il clan dei Casalesi aveva ucciso sei immigrati africani. Decine, allora, gli stranieri che chiesero giustizia mettendo a ferro e fuoco la Statale Domiziana.

Incendi a Castelvolturno

Foto IlCasertano

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