Taranto, Cataldo Pignatale ucciso dopo una rapina: arrestato il pregiudicato Cosimo D’Aggiano

Il killer ha confessato. Cinque anni fa aveva già tentato di uccidere una prostituta nigeriana con le stesse modalità.

Si può considerare risolto il caso dell’omicidio dell’imprenditore Cataldo Pignatale, 43 anni, trovato morto nella mattinata di venerdì nelle campagne di Faggiano, in provincia di Taranto. Gli inquirenti hanno arrestato nelle ultime ore il presunto assassino, un pregiudicato tossicodipendente di 45 anni che avrebbe già ammesso le proprie responsabilità.

L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato ucciso da Cosimo D'Aggiano, originario della provincia di Savona, in seguito a un tentativo di rapina: il tossicodipendente aveva bisogno di soldi per comprare la droga e ha messo in atto l’aggressione.

D’Aggiano è riuscito a entrare nell’auto di Pignatale mentre l’ignara vittima stava parcheggiando sotto casa. Armato di taglierino ha costretto l’imprenditore a dirigersi verso una zona di campagna e lì l’ha aggredito a coltellate e gli ha rubato il portafogli, non prima di essersi accanito sul corpo dell’uomo nel tentativo, ammesso dallo stesso killer, di rendere difficile la sua identificazione.

Un barbaro omicidio che si sarebbe potuto evitare: D’Aggiano cinque anni fa tentò di uccidere una prostituta nigeriana con le stesse modalità. Quando ha ucciso Aldo Pignatale stava ancora scontando la sua condanna in affidamento ai servizi sociali e in semi-libertà, proprio perchè giudicato non pericoloso.

E’ stata la sua assenza da casa, poche ore dopo il delitto, che ha insospettito i carabinieri di Sava. Gli agenti si sono subito messi sulle sue tracce, ma ormai era troppo tardi: Cosimo D'Aggiano aveva già ucciso.

Ora il pregiudicato si trova in carcere con l’accusa di omicidio, sequestro di persona e rapina.

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