San Procopio, nuovo inchino al boss: aperta un'inchiesta

Succede in Calabria, provincia di Reggio: la procura ha aperto un'inchiesta

Dopo il discusso caso della processione di Oppido Mamertina (RC), durante la quale la statua della Madonna ha effettuato il cosiddetto "inchino" davanti alla casa del boss ottantenne Mazzagatti, ai domiciliari per motivi di salute, dalla Calabria arriva la notizia di una nuova riverenza della processione, questa volta a San Procopio.

Durante la processione della Madonna infatti il corteo si sarebbe fermato di fronte l'abitazione del boss della 'ndrangheta Domenico Alvaro, detenuto ai domiciliari: la moglie dell'uomo, al fermarsi della processione, sarebbe uscita dall'uscio di casa ed avrebbe offerto un obolo.

A rendere pubblica la notizia è stato Il Quotidiano del Sud: questa volta sarebbe stata la Polizia di Stato ad avvisare la procura di Reggio Calabria ed il procuratore distrettuale della Repubblica Federico Cafiero De Raho, il quale avrebbe confermato la notizia informando anche dell'apertura di un'inchiesta come quella sul caso di Oppido Mamertina, anche se al momento non vi sarebbero indagati iscritti nel registro delle notizie di reato.

Interessante notare come a San Procopio il sindaco è Eduardo Lamberti Castronuovo, il quale ricopre pure la carica di assessore provinciale alla Legalità di Reggio Calabria: nessuna responsabilità diretta, per carità, ma fa strano pensare a come il confine tra lecito ed illecito sia sottilissimo anche nei comuni più "virtuosi" e come la coscienza popolare tenda ad "accettare" certe dinamiche del malaffare.

Secondo quanto riporta Online News ci sarebbe un secondo episodio, avvenuto a marzo, che sarebbe stato segnalato da poco agli inquirenti reggini: riguarda la processione in occasione dei festeggiamenti del patrono di Scido. Il fascicolo è in corso di formazione e le indagini dovranno chiarire se i sospetti sono fondati.

Church_of_San_Procopio_(Italy)

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