Afghanistan, esplode una bomba in strada: 8 morti

L'esplosione nel distretto di Panjawai, nella provincia di Kandahar

Otto civili, tra cui cinque donne, sono stati uccisi e altri due feriti, dall'esplosione di un ordigno in Afghanistan: la bomba è esplosa nel distretto di Panjawai, provincia di Kandahar al passaggio della loro auto.

Le persone coinvolte erano tutte appartenenti alla stessa famiglia.
Secondo le prime indiscrezioni la bomba sarebbe un ordigno artigianale confezionato da non professionisti.

A dare la notizia è stato il ministero dell'Interno afghano in un comunicato.

La crisi in Afghanistan è oramai ad un punto morto: sono praticamente quotidiani gli attentati ai civili, che avvengono quasi sempre con la stessa modalità (una bomba artigianale piazzata lungo una strada trafficata o un autobomba) e le ultime elezioni non hanno consegnato un paese forte nella sua amministrazione.

Ieri c'è stato, a Kabul, un incontro tra Ghani (vincitore alle ultime elezioni ed accusato di brogli) e il segretario di Stato americano Kerry: il candidato alle elezioni presidenziali afghane Ashraf Ghani, risultato vincitore nei primi contestati risultati ufficiali del ballottaggio, si è detto pronto a una verifica su larga scala del conteggio, per fugare i sospetti di brogli denunciati dal suo avversario, Abdullah Abdullah.

In gioco c'è la legittimità presidenziale, cosa non da poco: gli americani oramai sono considerato degli "ospiti", come anche l'intero contingente internazionale dell'operazione Enduring Freedom, e le prime elezioni presidenzali "libere" non possono finire in un clamoroso fallimento democratico fatto di brogli, accuse, morti e terrorismo.

Altrettanto vero è che l'attuale situazione è l'inevitabile conseguenza di una democrazia "importata" in Afghanistan a colpi di bombe, motivo per cui l'amministrazione americana ci tiene che, almeno in apparenza, le cose funzionino a modo.

(in aggiornamento)

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