Caso Erika Ansermin, il Tribunale di Aosta dichiara la morte presunta

Il coinvolgimento di Danilo Restivo fu escluso.

Erika Ansermin

Si chiude con una dichiarazione di morte presunta, da parte del Tribunale di Aosta, il caso di Erika Ansermin, la studentessa aostana di origini coreane svanita nel nulla il giorno di Pasqua del 2003, all’età di 27 anni. Era diretta a Courmayeur, ma scomparve ad Avise, a una ventina di chilometri dalla destinazione.

Ora, a undici anni di distanza e dopo decine di piste e strade battute, il caso è stato nuovamente chiuso. Per il tribunale di Aosta la giovane è deceduta, forse nei dintorni dell’area in cui fu ritrovata la sua automobile, una Panda verde, con dentro la borsa, il telefono cellulare e la giacca di Erika.

Nessuna certezza, nessuna prova. L’unica verità, nel caso di Erika Ansermin, sembra essere l’estraneità ai fatti di Danilo Restivo, il potentino già condannato per l’omicidio di Elisa Claps in Italia e per quello della sarta Heather Barnett in Inghilterra, dove si trova attualmente detenuto.

Il caso della giovane fu riaperto proprio in seguito all’arresto di Restivo per l’omicidio Barnett. Nel computer dell’uomo fu rinvenuta una foto di Erika Ansermin e per un po’ di pensò che la giovane potesse esser stata uccisa da Restivo.

Al di là di quella foto, molto probabilmente scaricata da internet, non fu trovato alcun collegamento con l’assassino di Elisa Claps e di Heather Barnett.

Non arrivarono elementi nemmeno dall’analisi delle chiavi di casa della giovane vittima, che furono recapitate via posta, tre giorni dopo la sua scomparsa, a casa dei genitori.

Mentre il Tribunale, come richiesto lo scorso anno dai genitori di Erika, ha dichiarato la morte presunta della giovane, la Procura di Aosta ha lasciato aperto il fascicolo anche se undici anni dopo pare difficile che si arrivi a una soluzione.

Foto | Chi L'Ha Visto

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