Roberto Berardi al Tg3: "Se mi bastonano ancora rischio di morire"

L'appello dell'imprenditore pontino e della famiglia al Tg3

La tragedia di Roberto Berardi, che vive in condizioni sempre più disperate nel carcere di Bata in Guinea Equatoriale, comincia a rompere finalmente le solide mura dell'informazione nazionale: ieri sera alle 19.30 il Tg3 ha mandato in onda un servizio sulla drammatica vicenda dell'imprenditore pontino.

Nel servizio del telegiornale Roberto Berardi, collegato telefonicamente dal carcere grazie ad un telefonino introdotto clandestinamente e inviatogli dalla famiglia, ha descritto le sue gravi condizioni di salute, condizioni che inevitabilmente si ripercuotono sul morale.

Solo nel febbraio scorso Berardi si mostrava, in una lettera pubblicata da Crimeblog, molto forte e determinato a non cedere a nessuna delle angherie, delle sevizie e dei trucchi che i suoi carcerieri equatoguineiani gli garantiscono ogni giorno. Dopo sei mesi quell'uomo forte annuncia di stare per cedere.

"Il problema in questo momento penso sia, oltre la febbre e al tifo, il mio problema polmonare. [...] Ho paura (a parlare con il Tg, nda), sono terrorizzato anche perchè fisicamente non sto più nel pieno delle forze: se mi bastonano a sangue ancora una volta, questa volta ci lascio le penne."

ha detto Berardi al telefono, la voce rotta ed affaticata. Solo sei mesi fa (e dopo oltre un anno di carcere) Berardi aveva parlato al telefono con il senatore Luigi Manconi e si era detto si provato, piegato dalle torture e dal regime di isolamento in condizioni igieniche drammatiche, ma si era mostrato anche decisamente più forte.

Oggi quella forza sembra avere lasciato spazio non alla rassegnazione ma certo alla paura di non farcela, dopo oltre un anno e mezzo di tragica carcerazione.

"[...] continuo a svegliarmi alle 5 della mattina, come ho sempre fatto in tutta la mia vita. [...] Mi faccio un Nescafè, un po' di ginnastica, mi raso e mi preparo come se fosse l'ultimo giorno della mia vita: non permetterò mai che questa gente mi veda in uno stato di abbandono."

diceva soltanto a metà febbraio Roberto Berardi al senatore Manconi.

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