Arrestato Furio Fusco, il fotografo delle baby squillo di Roma

F.F., 51 anni, fotografava ragazze minorenni nude promettendo loro il successo.

16.08 È stato resto noto il nome del fotografo accusato di pornografia minorile, si tratta di Furio Fusco, titolare dell'omonima agenzia fotografica.

Arrestato a Roma questa mattina all'alba F.F., 51 anni, titolare di un'agenzia di modelle e attori per spot, in seguito all'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Giulia Proto. L'uomo è accusato dei reati di adescamento di minori, pornografia minorile aggravata e prostituzione minorile in danno di alcune ragazze minorenni. L'uomo è già stato soprannominato il fotografo delle baby squillo, da quel che si capisce, però, la vicenda non è direttamente legata al giro di prostituzione che ha tenuto banco al Parioli nell'ultimo anno.

L'indagine dei Carabinieri nasce da un'inchiesta giornalistica condotta da Repubblica sulla vicenda delle baby squillo nei licei bene di Roma. Nelle testimonianze raccolte da ragazzine tra i 14 e i 17 anni spuntava spesso il nome di un fotografo che adescava giovanissime su internet per convincerle a posare per lui, nude e provocanti, promettendo una rapida scalata al successo. Una modalità classica di adescamento la ripropone proprio Repubblica:

Francesca, 14 anni (il nome è di fantasia), ha scoperto così come il fotografo delle minorenni recluta le sue potenziali clienti. Un giorno, siamo nel marzo 2013, Fusco le chiede l'amicizia su Facebook. Passa poco tempo e arriva il primo messaggio sulla casella personale: "Complimenti! - scrive lui - sei davvero bella!". Ha circa 50 anni, lei 14. La conversazione prosegue. Dopo averle spiegato di cosa si occupa, il fotografo le consiglia di farsi fare un book da qualcuno e di portarglielo. "E se va bene - dice - iniziamo con i casting". La conversazione sembra terminata, ma non è così. Un attimo dopo l'uomo, riferendosi alle foto, aggiunge: "Non ti dico di scattarle con me perché io faccio foto moooolto sexy!". E tanti iconcine di "smile" a sottolineare la provocazione. La ragazza si schermisce e risponde: "Le ho viste, ma per ora non vorrei rimanere vestita". All'istante si accorge di aver sbagliato a scrivere e che quel "non vorrei" potrebbe crearle dei problemi. Lui legge e immediatamente la incalza: "Non vorresti? Sicura che hai scritto bene?", e giù un'altra fila di smile. Francesca rettifica: "Vorrei". L'uomo allora chiude con un "ah ecco" accompagnato dall'ennesimo sorriso digitale.

E si trattava di testimonianze attendibili, che hanno dimostrato come F.F. abbia messo in piedi una vera e propria attività criminale portata avanti per lungo tempo, promettendo una carriera che però non prendeva mai il via. Non solo: durante le sedute per fare i booking fotografici alle ragazze, l'indagato le avrebbe anche costrette a palpeggiamenti e a prestazioni sessuali, spesso rassicurando - secondo le testimonianze - le ragazze più inibite spiegando che "anche le tue amiche fanno così".

F.F. sarebbe stato consapevole della minore età delle ragazzine, tanto da aiutarle a falsificare le generalità sui documenti di identità, affinché risultassero maggiorenni in occasione della partecipazione a casting. C'è di più, dal momento che questi booking non venivano veramente usati per lanciare una carriera di qualunque tipo, come venivano utilizzate le foto?

Resta adesso il sospetto su quale sia l'utilizzo finale di questo database che nulla ha a che fare con la promozione delle ragazze nel mondo della moda. E il confine tra produzione, collezionismo e distribuzione di materiale pedopornografico è veramente sottile. Un confine che proprio in questi giorni sarà analizzato dagli uomini della IV Sezione del Nucleo, guidati dal capitano Tiziano Testarmata, che hanno sequestrato tutti i supporti elettronici sia in casa che nell'agenzia e sono già da ore al lavoro sui computer di F.F.

Al centro della vicenda, i quartieri bene della capitale, Trieste e Parioli, dove "la parola d'ordine per i nuovi adolescenti è fare soldi in fretta"

E la strada maestra è sempre la stessa: spettacolo, moda, televisione. In un'area territorialmente circoscritta sono almeno tre le agenzie di modelle che si contendono clienti a colpi di casting, servizi fotografici e promesse di successo. Le ragazze dai 14 ai 18 anni le conoscono tutte, e molte di loro hanno già scelto a chi rivolgersi

Tra queste tre agenzie, c'è anche quella di F.F.; che però, stando alle indagini, non aveva nessuna intenzione di lanciare nel mondo dello spettacolo nessuna di queste ragazzine.

Elena (il nome è di fantasia) ha 16 anni e ha deciso di raccontare la sua esperienza. "La maggior parte delle ragazze fotografate - ricostruisce - sono minorenni. Molte sono del '98 o del '99". Quattordicenni in cerca successo, di una porta aperta su una passerella o di uno spazio su una rivista di moda. "Lui le tocca tutte - ricorda - tocca il seno e altro, con diverse scuse". "E le ragazze cosa fanno?" domandiamo. "Le ragazze sono sole" si giustifica. Esperienze dure, spesso traumatiche, che le giovani raccontano con difficoltà. E che in nessun modo hanno condiviso con le loro famiglie. "I genitori non sanno nulla - rivela un'altra fonte - lui è consapevole che siamo minorenni ma non chiede nessuna liberatoria"

TO GO WITH AFP STORY - FILES - Picture t

  • shares
  • Mail